Fronti contrapposti

Cisl, Snals, Gilda e Anief: sull'assistenza sanitaria integrativa polemiche infondate che creano solo disorientamento

Il fronte sindacale si spacca di fronte alla decisione di mettere una polizza integrativa sanitaria a disposizione dei lavoratori della scuola

Gruppo di studenti delle scuole superiori che alzano la mano in classe, durante la lezione. (Adobe Stock)

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Sulla polizza di assistenza sanitaria integrativa resa accessibile nei giorni scorsi in attuazione di quanto prevede il contratto integrativo sottoscritto il 29 dicembre 2025 è in atto una vera e propria campagna di disinformazione, sostenuta da argomentazioni del tutto strumentali e prive di reale fondamento, volta a screditare ciò che alcune organizzazioni sindacali, in analogia a quanto avviene da tempo in diversi settori del lavoro pubblico e privato, hanno ottenuto in sede negoziale anche per il personale scolastico. Lo sostengono le sigle sindacali Cisl, Snals, Gilda e Anief.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

È un’aggiunta e non una sostituzione

Dovrebbe essere superfluo precisare che una forma di assistenza sanitaria integrativa – che non prevede alcun costo né obbligo di adesione da parte di lavoratrici e lavoratori – interviene in aggiunta, e non certo in sostituzione, delle prestazioni rese dal Servizio Sanitario Nazionale: affermare che con l'attivazione di questa polizza si finirebbe per avallare politiche di disinvestimento sulla sanità pubblica è per questo un'accusa risibile, ancor più se proveniente da un'organizzazione sindacale come la CGIL, che intese analoghe ha sottoscritto recentemente nei contratti per le scuole non statali, e molto prima in accordi riguardanti settori certamente “non sospetti”, come quello dei metalmeccanici. Accuse che mal si conciliano, peraltro, col protagonismo lodevole che la Cgil ha sempre espresso, tanto per rimanere nel nostro settore, nel promuovere e sostenere il Fondo Espero di previdenza integrativa, senza che ciò significasse attentare alla previdenza pubblica.

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Nessuna sottrazione di risorse

Quanto all'accusa di aver sottratto risorse, proseguono i sindacati, per finanziare l'assistenza integrativa, a quelle destinate al fondo di funzionamento delle scuole, è facilmente dimostrabile come la stessa sia del tutto priva di fondamento. In realtà i fondi destinati all'assistenza sanitaria integrativa dalla legge di bilancio per il 2025 sono stati solo provvisoriamente “allocati” nel capitolo delle spese di funzionamento, in attesa che si completasse l'iter delle disposizioni che ne avrebbero consentito l'utilizzo per la finalità cui erano destinate. Al di là della consultazione, inevitabilmente complessa ma comunque possibile, dei documenti allegati alla legge di bilancio e rinvenibili sui siti ufficiali del Parlamento, che si tratti di un'accusa infondata lo dimostra un fatto: che le scuole hanno fin qui ricevuto, sulla base di criteri e parametri rimasti del tutto invariati dal 2015, gli accrediti loro spettanti, senza alcuna decurtazione, e così sarà anche per il 2026/2027.

Non sono risorse destinate al contratto

Sfiora il ridicolo l'affermazione che le risorse spese per la polizza sanitaria (65 milioni di euro, elevati a 80 per estendere anche ai precari le coperture previste) avrebbero potuto e dovuto essere destinate a sostegno di incrementi retributivi (addirittura al recupero dello scatto 2013!): fermo restando che non si tratta di risorse destinate al contratto, è infatti sufficiente disporre di qualche minima cognizione aritmetica per capire che il gettito pro-capite ricavabile dalle somme in questione sarebbe di circa 3 euro mensili lordi. Viene da chiedersi cosa ne pensa chi, commentando gli incrementi retributivi dell'ultimo CCNL (sottoscritto da tutte le sigle sindacali rappresentative), li ha ritenuti “poco più di un'elemosina”.

Tiro alla fune

Lasciamo dunque a chi se ne fa promotore la responsabilità di polemiche del tutto pretestuose e strumentali, il cui effetto pratico è solo alimentare confusione e disorientamento in chi deve decidere, in questi giorni, se avvalersi di uno strumento importante di tutela. Rimane per noi la soddisfazione di avere ottenuto per la prima volta, in via contrattuale, che di quelle opportunità possa avvalersi oggi anche il personale della scuola statale.

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