Climate change, in Val Dogà si cattura la CO2
Fra il fiume Sile e la Laguna di Venezia, ci sono alghe e piante acquatiche che fissano la CO2. Ed è garantito anche il rispetto della biodiversità
2' di lettura
I punti chiave
2' di lettura
Cattura di CO2 e biodiversità. La Val Dogà, tra il fiume Sile e la Laguna di Venezia, comprende 1.734 ettari di specchi d’acqua salmastra e barene; le chiuse mobili regolano il ricambio con l’acqua marina, mentre la manutenzione dei canali mantiene l’equilibrio dell’ecosistema. Questa regolazione dell’acqua favorisce la crescita di alghe e piante acquatiche che fissano CO₂. Parte della biomassa raggiunge i fondali, dove il carbonio può essere trattenuto nel suolo e la pulizia dei canali riduce il rischio di interramento e anossia.
Chiedilo al Sole
Le rimozioni riportate sono 448.710 tonnellate di CO₂ nel 2018, 386.025 nel 2019 e 312.219 nel 2020: 1.146.954 tonnellate nel triennio. Si tratta di valori annuali misurati importanti che però non sono garantiti per gli anni successivi.
Il monitoraggio e la certificazione
Il monitoraggio, attivo dal 2013, comprende analisi di acqua e fondali attraverso due centraline con dati in continuo e rilevazioni satellitari. Il calcolo segue la UNI/PdR 99:2021, sottrae le emissioni delle attività nella valle e applica un margine prudenziale del 50%; la metà dell’assorbimento stimato non diventa quindi credito.
In sintesi: Blue Valley sviluppa il progetto e gestisce la valle, la Bios srl verifica dati e calcoli nel programma βneutral versione 3 ed emette i certificati, mentre Up2You li inserisce nei percorsi aziendali di misurazione con Climax e riduzione delle emissioni, li commercializza e ne cura il ritiro definitivo per i clienti documentandolo con prova digitale.
Monitoraggio, calcolo prudenziale e verifica permettono di distinguere la CO₂ rimossa dai crediti emessi e ritirati. La compensazione affianca la riduzione diretta delle emissioni, senza sostituirla.

