83 Mostra Cinema di Venezia

Clooney attacca Trump: «Vogliono che abbiamo paura degli altri, ma non è così»

Senza nominare il presidente degli Usa l’attore scherza e rivendica il ruolo del giornalismo. Primo film in gara «Ink» sull’acquisizione di «The Sun»

George Clooney riceve il Leone d’Oro alla carriera. REUTERS/Yves Herman REUTERS

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Con in mano il Leone d’oro George Clooney si è messo a scherzare. «Quando mi hanno dato la notizia del Leone d’oro alla carriera la prima cosa che ho pensato è “Che onore!”, la seconda: “Non è che hanno parlato con i miei medici?”».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La sala scoppia a ridere, ma poi George Clooney - che ha ribadito il suo amore per il Lido, per la moglie Amal Alamuddin, i figli e la squadra di amici «non si arriva a questo livello da soli» - si è fatto più serio. Senza mai nominare Trump ha detto «viviamo in un periodo in cui ci dicono che dovremmo avere paura gli uni degli altri, ma non è così e la storia ci insegna che le persone che cercano di far tacere non sono i politici, sono i giornalisti che cercano di fare le domande giuste, sono gli artisti, gli attori, i musicisti». Ha ricordato che i film non abbassano l’inflazione ma portano degli estranei a sedersi nella stessa sala e ad amare e soffrire per le storie che si raccontano sul grande schermo.

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Nel pomeriggio Clooney aveva detto «Viviamo in una cachistocrazia - intendendo il governo di chi è meno competente - ma ne usciremo presto».

Il film di apertura «Ink»

Inizia bene l’83esima Mostra del cinema di Venezia, almeno per chi scrive, boyleriana sin dai tempi di Trainspotting (1996). Ink del regista, produttore, sceneggiatore britannico mantiene in maniera brillante e coerente con la storia che racconta la linea della camera ballerina, soggetta a rovesciamenti di prospettiva, con andamenti bruschi ricorrenti nei suoi film che hanno innovato il cinema.

La trama

Nel 1969 Rupert Murdoch (Guy Pearce) acquista il quotidiano «The Sun» dal Mirror Group, i cui membri si vedono brindare, felici di aver scaricato un giornale in perdita e che non sarebbe mai riuscito a risalire nelle vendite. «The Sun» era stato fondato da Cecil King per sostituire il vecchio quotidiano filolaburista «Daily Herald». Murdoch, però, scommette su un giornalista di razza marginalizzato, Larry Lamb (Jack O’Connell), e lo fa direttore con l’obiettivo di superare nelle vendite il «Daily Mirror». La scalata, che all’inizio sembra davvero impossibile, diventa pian piano sempre più concreta grazie all’ingaggio di alcuni giornalisti outsider di grande talento, ma ormai rassegnati a non contare. La direzione di Lamb e la squadra si ingaggiano in una guerra adrenalinica, specchiata da una regia altrettanto concitata, che conduce il giornale alle vette delle vendite a suon di scandali, nudi esclusivamente femminili e di cannibalismo del morboso.

Al via la Mostra del cinema con il Leone d’oro a George Clooney

L’intento

L’intento del film è quello di rappresentare un cambiamento nel mondo dell’informazione da parte di un gruppo che, a essere gentile, si può definire anticonformista, in verità spregiudicato, pronto a tutto pur di vendere una copia in più. Anche questo cambiamento nel mondo dell’informazione ha contribuito all’allontanamento del lettore da quotidiani e settimanali, in un primo momento attratti dal sensazionale e poi traditi nel desiderio di essere informati con serietà e verità. In più, Murdoch sembra una creatura quasi angelicata, mossa da una morale ferrea e trascinata dal direttore che non comunica le proprie decisioni. Al più, il magnate si limita a vidimarle quando vede la scalata del successo, ma a mala voglia.

Il film è bello

Nonostante questa amara considerazione, il film è bello, non a caso Boyle, per la prima volta in gara a Venezia, ha vinto otto Oscar con l’esplosivo Millioner nel 2009. Ink ha una bellissima ambientazione, tutta in interni, dove si percepisce l’odore di fumo e di inchiostro, con il tichettio della macchina da scrivere e dove si esercita l’idea romantica di un giornalismo di frontiera. La sceneggiatura di James Graham è basata sull’opera teatrale, vincitrice del Tony Award, dello stesso Graham che Murdoch più volte è andato a vedere in teatro, senza lasciare commenti. Bellissimi i costumi di Carson McColl e Gareth Pugh, la fotografia accurata di Alwin H. Küchler che porta indietro agli ambienti ingialliti degli anni Settanta. Bravissimi soprattutto gli attori Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy. D’altronde Boyle è un gran regista di attori. Ha lanciato le carriere di Ewan McGregor, Dev Patel e Cillian Murphy.

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