Fumetto

Coconino Fest 2026, edizione «ribelle» tra Paolo Fresu e Vinicio Capossela

Il programma completo dell’evento che si tiene a Ravenna dal 29 maggio al 2 giugno nel segno di Pudhomme, Luz e Schrauwen

Torna a Ravenna con la sua quinta edizione il Festival del fumetto d’autore Coconino Fest

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In questo mondo in cui dicono tutti di avere ragione, guai a perdere il gusto di stare dalla parte del torto, provare a navigare controcorrente, sentirsi ribelli. S’intitola per questo «Rebels» la quinta edizione di Coconino Fest, festival dedicato a fumetto e graphic novel promosso dalla casa editrice Coconino Press in programma dal 29 maggio al 2 giugno.

«Rebels» è una parola che richiama la necessità di opporsi, interrogare il presente e restituire al fumetto un ruolo pienamente politico e culturale. La ribellione, infatti, è il filo rosso che unisce le mostre dedicate agli autori internazionali — da David Prudhomme a Luz, da Olivier Schrauwen a Yamamoto Miki e Miguel Vila — ma anche gli incontri, i talk e le contaminazioni con altri linguaggi artistici.

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È una ribellione che si manifesta nelle storie di donne in lotta, nelle narrazioni contro la censura, nei reportage disegnati dai territori di guerra, ma anche nella libertà di mescolare forme e stili, facendo dialogare il fumetto con la musica e la scena teatrale.

In questo senso, non è casuale che il festival si apra con un evento che già sintetizza questa vocazione ibrida. Venerdì 29 maggio, alle 21 alle Artificerie Almagià, va in scena Storia del nuovo cognome. L’amica geniale a fumetti, recital teatrale della compagnia Fanny & Alexander tratto dal graphic novel di Chiara Lagani e Mara Cerri che prende le mosse dal ciclo di romanzi di Elena Ferrante.

È una serata di anteprima che mette subito in chiaro la direzione del festival: il fumetto non come linguaggio isolato, ma come crocevia di narrazione, immagine e performance.

Il cuore del programma si concentra poi al Mar - Museo d’Arte della Città di Ravenna, dove sabato 30 maggio, a partire dalle 19, si inaugurano le mostre principali. Un momento centrale che apre ufficialmente il festival, introducendo il pubblico nei mondi visivi degli artisti invitati. Poco dopo, alle 21, il talk inaugurale L’arte chiede libertà, condotto da Elena Stancanelli, affronta esplicitamente il tema della libertà di espressione, mentre in tarda serata, alle 22:30, il ricordo di Andrea Pazienza si trasforma in un evento performativo tra incontro, Dj set e live painting.

La giornata di domenica 31 maggio mantiene un ritmo serrato ma fluido, alternando momenti di approfondimento e spettacolo. Nel tardo pomeriggio, alle 18, Miguel Vila dialoga con Paolo Bacilieri in Profondo Nordest, mentre alle 19 l’autrice giapponese Yamamoto Miki porta al centro il tema dello sguardo femminile nel manga.

La sera si apre a una dimensione più performativa: alle 21 Paolo Fresu e Paolo Parisi rendono omaggio a Miles Davis, intrecciando musica e disegno, e alle 22:30 Mazen Kerbaj presenta Gaza in my phone, reading musicale che nasce dall’esperienza diretta della guerra raccontata attraverso immagini e suoni.

La programmazione di lunedì 1 giugno amplia ulteriormente gli spazi del festival. In mattinata, alle 11, la Biblioteca Classense inaugura la mostra Gaza attraverso lo schermo, ancora dedicata a Kerbaj, in un passaggio dal palco performativo all’installazione visiva.

Nel pomeriggio il Mar torna protagonista con una sequenza di incontri: alle 18 Olivier Schrauwen presenta il suo lavoro, alle 19 Zuzu dialoga con Lorenzo Biagiarelli in Essere animali, mentre alle 21 uno degli appuntamenti più attesi vede Vinicio Capossela confrontarsi con David Prudhomme sul tema del Rebetiko, musica ribelle per eccellenza nata in Grecia all’inizio del Novecento, cui il cantautore apolide irpino ha dedicato un progetto musicale. A chiudere la giornata, alle 22:30, è ancora la musica, con il Dj set di Mazen Kerbaj.

Il festival si conclude martedì 2 giugno con un evento che guarda al futuro: alle 11, ai Musei Byron e del Risorgimento, vengono presentati i lavori degli studenti della Coconino Spring School, la nuova iniziativa formativa che affianca il programma pubblico.

È un passaggio significativo, perché segnala la volontà del festival di non limitarsi alla programmazione di eventi, ma di costruire anche un luogo di formazione e trasmissione di competenze per le nuove generazioni di autori.

Coconino Fest punta insomma a proporsi come un laboratorio aperto, capace di coniugare ricerca artistica e partecipazione, riflessione intellettuale e dimensione spettacolare. Ravenna per cinque giorni sarà uno spazio attraversato da immagini, suoni e racconti che interrogano il presente, mettendo al centro il tema della libertà e della resistenza culturale.

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