Cohousing, così le famiglie possono risparmiare sui servizi di welfare
Da Bologna a Lecce, nelle città italiane nascono progetti a misura di genitori e figli
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L’organizzazione delle città non è stata progettata per rispondere alle esigenze specifiche delle mamme. L’urbanistica tradizionale ha nel tempo privilegiato gli spostamenti in automobile, servendosi di semafori troppo veloci, marciapiedi stretti e scale che rendono la mobilità poco inclusiva. Specie se ci si muove con passeggini e i più piccoli al proprio fianco. Le distanze tra servizi, casa e lavoro sono inoltre spesso considerevoli, e molte madri sono costrette così all’isolamento urbano. Eppure sono proprio le crisi sociali, ambientali, demografiche contemporanee a incoraggiare modelli abitativi più equi e sostenibili che mettano al centro il benessere delle mamme e dei più piccoli. Diverse città italiane stanno infatti sperimentando soluzioni innovative per rispondere a queste esigenze.
Il cohousing in Italia
Vivere insieme per condividere i servizi di supporto alla famiglia. Il trend nato negli Stati Uniti è arrivato anche in Italia. Porto15 a Bologna è per esempio un progetto di cohousing pubblico creato per offrire soluzioni abitative alle famiglie, in particolare alle mamme. Gli alloggi sono assegnati dal Comune di Bologna e da Acer (Azienda casa Emilia-Romagna) a famiglie in condizioni di vulnerabilità sociale o economica. L’edificio, di proprietà pubblica, è stato ristrutturato per ospitare 18 appartamenti che vengono affittati a canone concordato, con prezzi che variano tra i 290 e i 390 euro al mese.
La selezione degli inquilini avviene attraverso un bando pubblico che tiene conto della composizione familiare, del reddito e delle necessità di supporto. La gestione del cohousing è poi partecipata, con una forte collaborazione tra residenti e amministrazione locale.
La portineria sociale, che svolge anche una funzione di presidio per il quartiere, è poi un punto di supporto diretto per le mamme, perché offre servizi come babysitting condiviso e gruppi di mutuo aiuto durante le ore di lavoro. Inoltre, la possibilità di condividere la cura dei figli con altri genitori facilita la socializzazione e l’integrazione nel quartiere.
Da Bologna a Torino. Qui il progetto di cohousing Coabitare privilegia il supporto reciproco tra famiglie, rivolgendosi principalmente alle mamme. Gli alloggi sono destinati a famiglie con bambini, ma anche a persone anziane, con l’obiettivo di promuovere l’interazione intergenerazionale. Gli alloggi sono gestiti da cooperative sociali e il Comune di Torino è coinvolto nel finanziamento e nella promozione del progetto, con il sostegno di politiche abitative che favoriscono la l’inclusione sociale.

