Colangite biliare primitiva: voce ai pazienti per un’alleanza terapeutica
Al via la campagna “All the Feelings with PBC”. Le nuove terapie efficaci sia nella cura della malattia che sul trattamento dei sintomi
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La colangite biliare primitiva (PBC) è una malattia autoimmune cronica e relativamente rara del fegato, che colpisce prevalentemente le donne tra i 45 e i 65 anni. Si tratta di una patologia complessa che, se non diagnosticata e trattata tempestivamente, può progredire verso stadi avanzati di malattia epatica, fino a rendere necessario il trapianto di fegato. La diagnosi precoce rappresenta, pertanto, il primo pilastro fondamentale del percorso di cura.
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La malattia può esordire in modo asintomatico ed essere diagnosticata grazie al riscontro occasionale di alterazione degli indici di funzionalità epatica rilevate attraverso un prelievo di sangue. In altri casi, può manifestarsi con sintomi caratteristici, in particolare prurito e fatigue (astenia).
Il prurito e la fatigue
Il prurito presenta spesso un andamento circadiano e tende a comparire prevalentemente nelle ultime ore della giornata. Può essere diffuso oppure localizzato agli arti, al tronco o al cuoio capelluto, in assenza di lesioni cutanee. Può inoltre compromettere il sonno e la qualità del riposo ed impattare negativamente sulle relazioni sociali. La fatigue si caratterizza, invece, per una sensazione profonda e persistente di stanchezza e debolezza, che può rendere difficile lo svolgimento delle normali attività quotidiane e ridurre la capacità di concentrazione sul lavoro.
Questi sintomi, talora invalidanti, incidono significativamente sulla qualità di vita e sul benessere psicologico ed emotivo dei pazienti. Possono comparire anche nelle fasi iniziali della malattia e non sono correlati alla gravità del danno epatico. Nonostante il loro impatto sulla quotidianità, talvolta sono sottovalutati o non adeguatamente presi in considerazione, contribuendo così a ritardare la diagnosi.
Sebbene la PBC sia considerata una patologia rara, recenti dati di letteratura, così come quelli raccolti nel nostro Centro, documentano un aumento delle nuove diagnosi. Una paziente su sei, inoltre, riceve la diagnosi quando la malattia è già in fase avanzata. Presso il nostro Centro, all’interno dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara, è in corso un programma di screening rivolto alle donne tra i 40 e i 70 anni che accedono al Servizio di Pre-ricovero. L’obiettivo è intercettare precocemente la patologia, anche quando si presenta in modo del tutto asintomatico.







