Collaborazione: la super competenza per gestire la complessità in azienda
Collaborare significa costruire relazioni professionali solide, caratterizzate da fiducia, rispetto reciproco e credibilità
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C’è una parola che negli ultimi anni ho sentito pronunciare sempre più spesso dentro alle organizzazioni: collaborazione.
Chiedilo al Sole
La si ritrova nei valori aziendali, nei modelli di leadership, nei sistemi di valutazione delle performance. Eppure, nonostante questa apparente diffusione, la collaborazione continua a rappresentare una delle sfide più difficili da affrontare. Come mai?
Probabilmente perché stiamo chiedendo alle persone di collaborare in contesti che, per loro natura, sono diventati progressivamente più complessi. Le organizzazioni moderne devono rispondere a un ambiente competitivo sempre più instabile, imprevedibile e articolato. Alle tradizionali sfide di mercato si sono aggiunte quelle geopolitiche, tecnologiche, normative e sociali. Le filiere si sono allungate, i processi si sono moltiplicati, le interdipendenze sono aumentate.
Per governare questa complessità, le aziende hanno inevitabilmente introdotto nuovi livelli decisionali, procedure, sistemi di controllo, processi di reporting, regole e meccanismi di coordinamento. Si tratta di una conseguenza in larga misura inevitabile. Quando la complessità aumenta, per governarla anche l’organizzazione deve dotarsi di strumenti adeguati.
Esiste però un effetto collaterale.







