Commenti d’odio, perdita di controllo sull’AI e privacy. Le preoccupazioni dei ragazzi europei
Presentato oggi a Dublino l'ultimo Rapporto di EU Kids Online, l'indagine su bambini e adolescenti tra i 10 e i 16 anni in 19 Paesi europei. Il 30% incontra messaggi d'odio sul web almeno una volta al mese. Tra gli italiani, sempre più bambini e ragazzi cercano intenzionalmente contenuti d'odio
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I bambini e gli adolescenti in tutta Europa stanno utilizzando la tecnologia digitale, ma sono preoccupati per i rischi che essa comporta, tra questi l'odio online, le violazioni della privacy e l'impatto che l'uso delle tecnologie potrà avere in futuro sul pianeta e sull'autonomia degli esseri umani. Queste sono alcune delle evidenze emerse dal nuovo Rapporto di EU Kids Online, presentato oggi alla Conferenza della Presidenza irlandese dell'Unione Europea sulla sicurezza online dei bambini e degli adolescenti presso il Dublin Castle.
Il Rapporto
Questo Rapporto si basa su un sondaggio condotto tra aprile 2025 e aprile 2026 su 28.465 ragazzi di età compresa tra i 10 e i 16 anni in 19 Paesi europei (Austria, Belgio, Svizzera, Cechia, Estonia, Spagna, Finlandia, Croazia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Lettonia, Malta, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Slovacchia). Vediamo i dati dell'ultimo Rapporto di EU Kids. Online
Accesso a Internet
Lo smartphone è di gran lunga il dispositivo principale utilizzato da bambini e ragazzi per accedere a Internet. L'87% utilizza uno smartphone o un telefono cellulare per andare online ogni giorno, un ulteriore aumento rispetto all'80% del 2020. Le ragazze riferiscono un accesso più frequente allo smartphone rispetto ai coetanei maschi. Nei vari paesi il 61% delle ragazze, contro il 55% dei ragazzi, lo utilizza per andare online più volte al giorno. Questo uso quotidiano abituale aumenta costantemente con l'età, passando dal 27% dei bambini di 10 anni al 76% degli adolescenti di 15-16 anni.
Sviluppi legati all'AI
In tutta Europa, circa due terzi dei minori dichiara di utilizzare regolarmente strumenti di IA, considerandoli spesso utili come supporto all'apprendimento e per risparmiare tempo. Ad esempio, il 37% degli intervistati spera che l'IA possa potenziare la creatività umana. Inoltre, un terzo ritiene che le nuove tecnologie libereranno studenti e lavoratori dal tempo dedicato ad attività noiose. Tuttavia, altri sono preoccupati per il futuro: il 41% ha espresso la preoccupazione che le tecnologie basate sull'IA danneggino l'ambiente e consumino troppe risorse naturali, e che l'IA possa superare l'intelligenza umana al punto da rendere impossibile mantenerne il controllo.
Privacy
I ragazzi utilizzano le tecnologie digitali sempre più spesso, ma sono anche diffidenti rispetto alle modalità di raccolta e utilizzo dei dati personali. La metà teme che questi vengano utilizzati per la pubblicità targettizzata, e quattro su dieci temono che le aziende condividano i loro dati con terzi senza il loro consenso. Esiste una certa sfiducia nei confronti delle aziende tecnologiche: il 39% del campione non crede che le aziende protegga adeguatamente i propri comportamenti e preferenze online. D'altro canto, il 30% dichiara di fidarsi delle aziende per la tutela della propria privacy. Le preoccupazioni riguardano anche l'uso dei dati da parte delle autorità e delle istituzioni. Più di un quarto degli intervistati teme che le informazioni raccolte da app e siti web possano influenzare le decisioni della polizia su chi arrestare, mentre solo uno su cinque è favorevole all'uso dell'IA per prevedere l'ammissione scolastica o le prospettive lavorative future.
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