Calcio

Indagine su De Laurentiis: dopo Osimhen nel mirino le plusvalenze di Manolas

La Procura di Roma chiude le indagini sul presidente del Napoli in cui si contesta il reato di falso in bilancio. Da capire il coinvolgimento della Roma

AURELIO DE LAURENTIIS  IMPRENDITORE AURELIO DE LAURENTIIS INDAGATO PER FALSO IN BILANCIO PER IL TRASFERIMENTO DI MANOLAS - FOTO ARCHIVIO

3' di lettura

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La Procura di Roma ha chiuso le indagini a carico del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, in cui si contesta il reato di falso in bilancio in relazione alla compravendita dalla Roma del difensore Kostas Manolas nell’estate del 2019. L’inchiesta si aggiunge a quella sul caso Victor Osimhen, approdato al Napoli dai francesi del Lille nel 2020. Per questa ultima accusa i pm capitolini avevano proceduto alla chiusura delle indagini nel gennaio scorso. Entrambe le operazioni sono finite nel mirino della Procura capitolina, essendo a Roma la sede della Filmauro. I legali del patron del Napoli, gli avvocati Lorenzo Contrada e Fabio Fulgeri, hanno annunciato che il loro assistito è pronto a farsi ascoltare dagli inquirenti, come già avvenuto in primavera per la vicenda Osimhen, «per chiarire l’intera vicenda». Dopo la deposizione di De Laurentiis, si deciderà se archiviare la vicenda o rinviare a giudizio il presidente del Napoli.

Il caso Manolas

L’ingaggio di Manolas fu uno dei colpi di mercato della sessione estiva del Napoli nel 2018 che lo pagò alla Roma 36 milioni, pari alla clausola rescissoria. L’operazione consentì alla Roma di segnare una plusvalenza di circa 31,1 milioni di euro, registrata nel bilancio chiuso al 30 giugno 2019. Kostas Manolas nel dicembre del 2021 ha fatto ritorno in patria passando all’Olympiacos. Al Napoli sono andati circa 3 milioni di euro. Nella stessa finestra di mercato il Napoli ha ceduto alla Roma Amadou Diawara realizzando una plusvalenza di oltre 10 milioni, anch’essa oggetto dell’indagine. Resta da capire il grado di coinvolgimento della Roma allora nelle mani di James Pallotta, visto che il surplus in bilancio lo ha iscritto la Roma. E secondo i pm Lorenzo De Giudice e Giorgio Orano si procede per ipotesi di reato in cui sono stati gonfiati i ricavi tramite operazioni di carattere economico illecite, quali appunto le plusvalenze fittizie, che comportano l’accordo fraudolento tra il club venditore e quello acquirente.

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L’affare Manolas era già citato nell’atto di conclusione delle indagini che i pm capitolini hanno notificato nel maggio scorso alla vecchia proprietà della Roma, tra cui anche Mauro Baldissoni e altri dirigenti, nell’ambito dell’indagine sulle plusvalenze in una serie di trattive per la compravendita di alcuni giocatori tra cui Defrel, Marchizza e Frattesi, Zaniolo, Santon e Nainggolan oltre a quelle di Cristante, Tumminello, Spinazzola e Luca Pellegrini.

Il caso Osimhen

Per quanto riguarda l’attaccante nigeriano che oggi gioca in Turchia in prestito, l’operazione che lo portò a vestire la maglia del Napoli vide la contestuale cessione al Lille per plusvalenze complessive di poco inferiori ai 20 milioni di euro di Oreste Karnezis, valutato 5 milioni, e tre giovani calciatori del settore giovanile (Claudio Manzi, Ciro Palmieri e Luigi Liguori) valutati dai 4 ai 7 milioni. In base al bilancio del Napoli chiuso al 30 giugno 2021 Osimhen fu pagato 76,4 milioni, al lordo di quanto il Napoli ottenne dalle cessioni dei quattro tesserati.

Al Napoli e ai suoi vertici erano stati contestati dagli inquirenti due reati, la frode fiscale e il falso in bilancio. Per il primo capo d’accusa (frode fiscale) la procura di Napoli aveva archiviato in quanto la presunta plusvalenza non avrebbe portato alcun vantaggio fiscale. Sull’altro capo d’accusa (falso in bilancio) la procura di Napoli aveva trasmesso gli atti ai magistrati della Capitale per incompetenza territorialmente (avendo la Filmauro di De Laurentiis sede legale a Roma). Dal punto di vista penale il fascicolo è approdato a Roma nel giugno del 2022.

In ambito di giustizia sportiva, tribunale nazionale della Figc chiese 11 mesi di inibizione per il patron dei partenopei ma il tribunale federale assolse lui e la società.

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