I risultati

Con Voci la Pa dialoga con le imprese sulla burocrazia

Il Dipartimento della funzione pubblica sulla semplificazione e Invitalia presentano una ricerca volta ad alleggerire gli oneri amministrativi

di Marzia Redaelli

Ma quanto mi costi? La burocrazia vista dalle imprese: i risultati della ricerca VOCl a confronto con le associazioni di categoria
Nella foto: relatori (AdobeStock)

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Un’indagine per misurare gli oneri delle norme regolatorie e delle procedure amministrative a carico delle piccole e micro imprese ma, soprattutto, per migliorare il rapporto tra cittadini, imprese e amministrazione pubblica.

Questa è la finalità della ricerca Voci (Valutazione Oneri amministrativi cittadini e imprese), promossa dal Dipartimento della funzione pubblica sull’efficacia delle riforme di semplificazione presso le amministrazioni comunali, realizzata con il supporto di Invitalia. L’analisi è stata condotta nell’ambito del progetto PAeSe - PA e Semplificazione, che a sua volta si inserisce nell’ambito del Pnrr.

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Ne hanno parlato a Trento al Panel “Ma quanto mi costi? La burocrazia vista dalle imprese” Siriana Salvi, Dirigente del Servizio monitoraggio e attuazione riforme PA e da Annalisa Giachi, Promo PA, a cura del Dipartimento della Funzione Pubblica. All’incontro hanno partecipato Giovanni Battaiola, Presidente dell’Associazione Albergatori e Imprese Turistiche della Provincia di Trento, Diego Coller, Presidente Confagricoltura Trentino, Mauro Paissan, Presidente Confesercenti Trentino e Gianluca Barbacovi, Presidente Coldiretti Trentino Alto Adige, moderati da Andrea Chiacchiararelli, Responsabile della funziona Pubblica di Invitalia, che hanno portato l’esperienza delle imprese sul territorio.

Gli ambiti di indagine

Lo studio Voci si è rivolto alle imprese del settore agroalimentare e a quelle del comparto turistico-ricettivo, ritenuti particolarmente strategici per l’economia italiana, e ha indicato l’intero ciclo di vita delle aziende, dall’avvio, alla gestione dei lavoratori, a quella degli oneri previdenziali, fiscali e amministrativi, alla richiesta di incentivi, alle modifiche dell’oggetto o della struttura dell’impresa.

Voci non ha raccolto soltanto dati quantitativi, ma anche le testimonianze dirette dei cittadini e delle imprese e le loro proposte di intervento per una maggiore semplificazione degli adempimenti.

I risultati

I costi del settore alimentare per le 667.378 micro e piccole imprese indagate ammontano a 2,1 miliardi di euro all’anno, la gran parte (1,52 miliardi) spesa per consulenti e per metà concentrata (52%) sulle pratiche per la gestione degli oneri fiscali. In particolare, gli adempimenti più onerosi riguardano le pratiche anti-incendio, la dichiarazione dei redditi e gli obblighi sulla sicurezza.

Dai racconti degli intervistati emerge che le imprese sono costrette a svolgere un ruolo di snodo informativo tra i diversi enti, a causa della mancata interazione dei diversi portali o dei sistemi operativi, e che devono necessariamente affidarsi a intermediari per superare le difficoltà, con un aggravio dei costi. Tra le proposte segnalate dalle aziende per superare i problemi e abbattere gli oneri, quindi, c’è l’adozione di un portale unico per le imprese agricole, che permetta tutti gli adempimenti e la creazione di regole che tengano conto delle specificità dei territori.

Le 228.552 micro e piccole imprese turistiche e ricettive, invece, spendono 864 milioni l’anno per gli adempimenti amministrativi, anche in questo caso concentrati (606 milioni) sulla consulenza e per la maggior parte delle pratiche (51%) sulla gestione degli oneri fiscali. Anche per il settore turistico, gli adempimenti più onerosi riguardano le pratiche anti-incendio.

Gli operatori, inoltre, denunciano obblighi sproporzionati rispetto alle strutture più piccole e famigliari perché parametrati su grandi hotel, la difficoltà di utilizzo dei portali, la mancanza di assistenza e di risposte, l’informazione farraginosa per l’avvio delle imprese.

I suggerimenti, quindi, riguardano l’integrazione dei sistemi di dialogo con la Pa e la differenziazione dell’attività turistica tra quella occasionale e quella professionale. Si richiede, anche, una modalità più snella per la gestione del personale e degli ospiti di affitti brevi.

Un punto di partenza

In sintesi, Voci evidenzia la necessità di una digitalizzazione che sia accompagnata da un’operatività integrata e dall’assistenza agli utenti. Un’altra informazione rilevante della ricerca è la necessità di avvalersi di intermediari per i rapporti con la Pa, che agevolano sì le piccole imprese, ma che aumentano notevolmente i costi. Infine, emerge l’eccessiva frammentazione istituzionale, che necessita di un maggiore coordinamento e di una regia unitaria dei processi.

La semplificazione e la digitalizzazione non bastano, se cadono dall’alto, e devono poter essere recepite con facilità e competenza dagli utenti, che hanno bisogno di assistenza e formazione.

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