Condizionatori, le regole nei paesi europei
Le ondate di calore spingono sempre più europei a dotarsi dell’aria condizionata, ma norme urbanistiche, tutela del patrimonio storico, regolamenti condominiali e carenza di installatori frenano la diffusione degli impianti
di Silvia Martelli (Il Sole 24 Ore), Petr Jedlička (Denik Referendum, Repubblica Ceca) e Jakob Pflügl (Der Standard, Austria)
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6' di lettura
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Le ondate di calore che stanno investendo l’Europa stanno cambiando il modo in cui gli europei vivono le proprie case. Se fino a pochi anni fa l’aria condizionata era considerata un lusso o un’esigenza limitata ai Paesi mediterranei, oggi è diventata una necessità in gran parte del continente. Eppure, rispetto agli Stati Uniti, dove quasi nove abitazioni su dieci dispongono di un impianto di raffrescamento, l’Europa resta molto indietro: solo circa il 20% delle famiglie possiede un condizionatore. Il motivo è storico: le città europee sono state costruite per trattenere il calore durante l’inverno, non per affrontare estati con temperature superiori ai 40 gradi. Oggi questo patrimonio edilizio si scontra però con una nuova realtà climatica.
Chiedilo al Sole
Ma il ritardo europeo non dipende soltanto dal clima del passato. A frenare la diffusione dei condizionatori sono anche vincoli urbanistici, norme sulla tutela del patrimonio storico, regole condominiali e, in alcuni casi, perfino l’opposizione dei vicini di casa.
Austria, il Paese dove possono decidere i vicini
L’Austria rappresenta uno degli esempi più emblematici. Per chi vive in un appartamento installare un condizionatore fisso può trasformarsi in un lungo percorso amministrativo.
Se si è in affitto è necessario ottenere il consenso del proprietario. Se invece si vive in un condominio, l’installazione dell’unità esterna è spesso considerata una modifica della facciata e richiede l’approvazione degli altri condomini. Qualora questi si opponessero, resta la possibilità di rivolgersi al giudice, ma dimostrare che l’intervento risponde a un “interesse importante” non è semplice. A complicare ulteriormente la situazione intervengono i regolamenti edilizi dei singoli Länder e le norme che tutelano i centri storici.
Le crescenti ondate di calore hanno però riaperto il dibattito politico. Il vicecancelliere Andreas Babler ha annunciato una revisione della normativa per facilitare gli interventi destinati a proteggere gli edifici dal caldo, ipotizzando anche di rendere l’installazione dei condizionatori una modifica “privilegiata”, meno soggetta al veto degli altri proprietari.


