Imprese

Confindustria Alto Adige: «Abbattere il costo dell’energia»

Il presidente Rieper: «Il sistema altoatesino, nell’ultimo anno, ha toccato la cifra record di otto miliardi di export»

di Raoul de Forcade

L’assemblea di Confindustria Alto Adige

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pingere su politiche volte all’approvvigionamento sicuro di energia a prezzi competitivi nonché su una strategia industriale per l’Alto Adige che riduca la burocrazia e garantisca la possibilità alle imprese di crescere e svilupparsi, a fronte del mantenimento delle zone industriali del territorio, a partire da quella di Bolzano, dove hanno sede anche l’acciaierie Valbruna. Sono i punti focali della relazione del presidente di Confindustria Alto Adige, Alexander Rieper, illustrati nel corso dell’assembla generale dell’associazione, tenutasi ieri nel capoluogo della provincia autonoma.L’appello di Rieper è rivolto sia alle istituzioni locali che a quelle nazionali ed europee.

Il presidente degli imprenditori del territorio ha aperto il suo intervento ponendo l’accento sulla transizione ecologica e sul rincaro dei costi energetici, evidenziando come le imprese locali paghino l’energia fino al 30% in più rispetto alla media europea: «Entro il 2040 - ha detto - il fabbisogno di elettricità aumenterà tra il 50 e l’80%. L’Alto Adige ha i presupposti ideali grazie a sole e acqua, ma servono subito sistemi di accumulo, investimenti nelle reti e neutralità tecnologica, considerando anche eolico e idrogeno».

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Negli ultimi 45 anni, ha aggiunto, «il consumo energetico dell’industria altoatesina è diminuito del 40%, ma l’output prodotto dalle nostre imprese è significativamente aumentato, grazie allo sviluppo tecnologico e alla loro propensione a investire. La transizione energetica porta con sé due grandi vantaggi: proteggiamo il clima e, grazie a un mix energetico basato sulle energie rinnovabili, garantiamo la nostra indipendenza. L’Alto Adige ha i presupposti ideali per questo. Abbiamo acqua e sole in abbondanza. Ma questo non basta. Abbiamo, quindi, assolutamente bisogno di sistemi di accumulo e stoccaggio».

Allarme per il blocco stradale del Brennero

Un passaggio è stato dedicato alla mobilità e al corridoio del Brennero, alla vigilia del blocco stradale per protesta previsto, il 30 maggio, sul versante austriaco. «La libera circolazione di persone e merci è un pilastro dell’Ue, i blocchi non aiutano, la collaborazione sì», ha ammonito Rieper. Il quale ha anche ricordato che, nonostante le difficoltà geopolitiche e il rallentamento dei principali partner commerciali (Germania e Austria), l’industria altoatesina ha fatto registrare, nell’ultimo anno, il record storico di 8 miliardi di euro di esportazioni. Ma a frenare lo sviluppo, ha ricordato, c’è «la burocrazia superflua».

Quanto alla zona industriale di Bolzano, «è un’area strategica - ha sottolineato Rieper - così come lo sono anche le altre zone produttive del nostro territorio, e la sua destinazione produttiva va tutelata. In questo senso, è importante il passo avanti fatto registrare, pochi giorni fa, riguardo al futuro delle acciaierie (con l’apertura, della Provincia autonoma, alla trattativa diretta con l’azienda, ndr)». Infine, Rieper ha toccato i temi del lavoro e della demografia: tra 10 anni, ha affermato, in Alto Adige mancheranno 30mila lavoratori e, per attrarre e trattenere i talenti, occorre l’attuazione della riforma sull’edilizia abitativa orientata a calmierare i prezzi dei terreni e delle case nonché, ha sottolineato, un maggiore sostegno all’occupazione femminile e l’attivazione di uno sportello unico, per l’integrazione dei lavoratori qualificati provenienti dall’estero.

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