Mercato

Contemporanea, il Gallery Weekend romano promuove le sinergie

L’appuntamento annuale con 32 operatori protagoniste in città ha ricevuto un forte sostegno da parte dei collezionisti e degli istituti di cultura stranieri. Gli italiani emergenti al centro

di Nicola Zanella

Igor Mitoraj, “Luna bianca”, 2012, marmo, 61x90x58 cm. Un’opera alla Teldil Art Gallery,

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A Roma il presente, nell’arte, è solo l’ultimo strato di una storia millenaria, il più fragile e maggiormente in balia delle intemperie, quelle socio-economiche si intende. La tendenza più attuale è quella di spettacolarizzare il passato, come nella visitatissima nuova fermata metro del Colosseo dove un atto quotidiano come prendere la metropolitana diventa un’immersione tra i reperti antichi resi splendenti dalla scenografia futurista. Lassù In superficie le gallerie fanno, invece, i conti con la crisi del mercato dell’arte e, Contemporanea, il Gallery Weekend romano, giunto alla terza edizione (15-17 maggio) diventa un atto di resistenza collettiva ed organizzata per trovare nuovo slancio e nuova visibilità. Trentadue le gallerie coinvolte sparse nei vari quartieri. Una passeggiata tra mostre in galleria ed eventi collaterali più o meno connessi al programma ufficiale, un diario caotico ma veritiero della scena artistica nella capitale.

Il respiro di San Lorenzo

San Lorenzo è il quartiere più legato al contemporaneo anche perché non offre particolari attrazioni di altro genere, la memoria storica del luogo appartiene al Pastifico Cerere che per l’occasione ha inaugurato la mostra di Alberto Maggini, “ULTRA FLAT”, a cura di Gianlorenzo Chiaraluce. Il simulacro di un centro estetico è la quinta per opere chiassose ed intriganti che parlano di metamorfosi, in cui i rituali di bellezza diventano il dispositivo per svelare le connessioni tra cultura e potere, prezzi dai mille ai 3 mila euro. La cena in onore dell’artista è stata ospitata da Rocco Panetta e Ganesh Poggi Madarena eredi di una storia che da sempre vede i collezionisti dell’Urbe aprire le proprie case per celebrare gli artisti.
Tra le tante gallerie che hanno scelto San Lorenzo come loro sede Matèria propone una tri-personale, “Common Ground”, con artisti tutti di base a Roma: Josè Angelino, Fabio Barile e Stefano Canto, prezzi accessibili tra i 1.500 e gli 8 mila euro. Sempre a San Lorenzo altro punto focale del weekend è stata la Soho House che ha contribuito ad animare Contemporanea con talk e feste serali e ha ospitato gli ospiti venuti da fuori città. Spostandoci verso il centro Tornabuoni propone una mostra curatissima che mette in scena molti protagonisti del secondo ‘900: Carla Accardi, Gastone Novelli, Lucia Marcucci, Lamberto Pignotti e altri, in dialogo non solo attraverso le opere ma anche attraverso le lettere che si scambiavano: il focus è la poesia visiva e qui le opere si trovano in un range tra i 2 mila e i 10 mila euro, la guest star Lucio Fontana è presente con due lavori tra cui un rarissimo «Concetto spaziale» del 1962 realizzato a quattro mani con il belga Jef Verheyen, in questo caso la richiesta supera il milione di euro. Eugenia Delfini dedica una esposizione personale, “Le 3:17”, a Lucia Leuci tra le artiste invitate ad accompagnare Chiara Camoni al Padiglione Italia della Biennale di quest’anno. Una mostra che dà spazio all’universo scanzonato e mai banale dell’artista, un immaginario che sta godendo di grande attenzione, le opere sono in vendita tra i 1.500 e i 7 mila euro.

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Alberto Maggini, “Voto 1”, 2026, ceramica smaltata, metallo dipinto, resina epossidica policroma, 187x93 cm. Opera presente nella mostra ULTRA FLAT al Pastificio Cerere

Le proposte al ghetto

Nello splendido ghetto di Roma la galleria Anna Marra propone una personale di Aron Demetz, “Racconti brevi”, a cura di Claudio Libero Pisano. L’artista altoatesino diventato famoso per le sue figure in legno, in questa mostra lascia totalmente spazio a sculture astratte, narrazione pura dei cicli della natura e del passare del tempo, la proposta economica va dai 6 mila ai 70 mila euro, a pochi passi Erica Ravenna da spazio a quattro artisti che compongono la collettiva a cura di Benedetta Carpi De Resmini: “Materia Madre/Lingua Madre”. Opere in vendita tra 3 mila e 8 mila euro. Sempre nella stessa zona fa il suo esordio assoluto la Teldil Art gallery, ancora esterna al Gallery Weekend ma l’impeto della sua fondatrice, Teldil Moreira non è passato inosservato. Le 41 opere di Igor Mitoraj in vendita tra i 40 mila e i 750 mila euro sono un statement fuori dal coro in questo periodo di magra.

Julie Polidoro, Folded Colors, 2026, telaio in ramino e frassino, pigmenti su tela di lino, 184x184 cm. opera presentata nella mostra “strutture impermanenti” da Ex Elettrofonica Fotografia di Andrea Veneri.

 Oltre il Tevere

Attraversando il Tevere, dove si trova un altro distretto di gallerie, una delle mostre più sorprendenti è quella di Ex Elettrofonica, «Strutture impermanenti» in cui a cinque artisti italiani Sergio Breviario, Agostino Iacurci, Elena Mazzi, Julie Polidoro e Guendalina Salini è stato chiesto di confrontarsi con un supporto per loro nuovo: il paravento, un oggetto antico e inusuale che sorvola il confine tra arte e design. Tra i 5 mila e i 9 mila la richiesta economica.

A supporto e corollario di Contemporanea sono scesi in campo molti tra collezionisti e istituzioni che hanno arricchito il programma del weekend con cene e presentazioni. La Fondazione D’ARC, creatura dei collezionisti Clara e Giovanni Floridi ha aperto le sue porte il sabato sera ospitando una cena, oltre all’eclettica collezione ad accogliere gli ospiti anche la mostra “All’improvviso” di Aneta Grzeszykowska, un corpus di opere pittoriche che partono da una riflessione autobiografica, la curatela è della direttrice artistica Giuliana Benassi. 

Tra le mostre più apprezzate e sperimentali “DA A AD A. Nulla di Ordinario/ Nic Zwyczajnego” a cura di Ilaria Gianni con Greta Martina e Giulia Paolino per IUNO nella splendida cornice dell’Istituto Polacco a Palazzo Blumensthil. Un dialogo ispirato e di spessore tra studenti delle accademie di Belle Arti di Roma e di Varsavia, a segnare l’attivismo e l’influenza di Varsavia nella cultura contemporanea. E anche un promemoria di quanto accademie ed istituti stranieri siano una risorsa fondamentale, ma troppo spesso ignorata, per la scena artistica della capitale soprattutto con un contesto museale non particolarmente attento alle nuove istanze.

Il fatto che pochissimi collezionisti siano venuti da fuori Roma ha fatto risaltare ancora di più l’impegno di quelli locali, anche giovanissimi, mostrando come esista un ricambio generazionale, una ventata di ottimismo per le gallerie. Così insieme ai nomi più conosciuti come Erminia di Biase, Maria Sole Pantanella, Benedetta Lucherini e Daniele Ascarelli si sono visti trotterellare tra cene e gallerie figure nuove ma sempre più attive e coinvolte nella scena romana come Marco Paletta, Enzo Campellone, Dino d’Alessandris, Paolo Vanoni e Nicolò Alessandrini. Il Gallery Weekend si è concluso domenica pomeriggio nelle stesse ore in cui Jannik Sinner, ad oggi l’unica vera nostra icona nazionalpopolare, vinceva gli Internazionali d’Italia dopo 50 anni dall’ultimo trionfo di un italiano, Adriano Panatta: che sia un buon auspicio per l’arte contemporanea a Roma che aspetta con ansia quel momento in cui i fasti del presente rubino la scena alle glorie del passato.

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