Sicurezza

Contrasto alla criminalità, 19 milioni per la videosorveglianza nei Comuni

Richieste al via in Prefettura. Le telecamere dovranno essere collocate ex novo

di Anna Mulassano

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Ammonta a 19 milioni la dote messa a disposizione dai ministeri dell’Interno e dell’Economia e delle Finanze a favore dei Comuni per l’installazione di impianti di videosorveglianza. Le telecamere dovranno essere collocate ex novo: non sarà possibile sostituire o manutenere sistemi già realizzati. Le richieste devono essere presentate in Prefettura entro 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto, cioè dal 26 maggio.

I beneficiari

Oltre ai Comuni, possono fare richiesta le unioni, le associazioni e i consorzi di Comuni. In ogni caso, è necessario che l’ente:

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  • abbia sottoscritto i patti che individuano, come obiettivo primario per la prevenzione e il contrasto della criminalità, l’installazione di sistemi di videosorveglianza;
  • non abbia beneficiato del finanziamento nelle tre procedure precedenti;
  • abbia ottenuto l’approvazione dei progetti in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica;
  • dimostri di possedere la disponibilità delle somme, regolarmente iscritte a bilancio, o si impegni a iscrivere quelle occorrenti ad assicurare la manutenzione degli impianti e delle apparecchiature tecniche per almeno cinque anni dall’ultimazione degli interventi.

Se l’importo a valere sulle risorse statali supera i 250mila, non è possibile ottenere il beneficio, mentre l’importo delle spese tecniche – al netto della cassa e dell’Iva – non può superare il 15% dell’importo che sarà posto a base d’asta. Infine, non sono ammesse richieste di finanziamento provenienti dalla regione autonoma Trentino-Alto Adige.

Tempistiche e finanziamenti

Le richieste saranno valutate da una Commissione che attribuirà un punteggio in base all’indice di delittuosità, all’entità numerica della popolazione residente e al rapporto percentuale tra l’importo del cofinanziamento proposto e l’importo complessivo. Sulla base dei punteggi si stilerà una graduatoria che dovrà garantire il rispetto di eventuali assegnazioni differenziate in favore dei Comuni di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

I Comuni vincitori riceveranno comunicazione dalla Prefettura ed entro 120 giorni dovranno rendere esecutivi i progetti, salvo proroghe concesse dalla Prefettura dopo una motivata richiesta. La volontà di stipulare il contratto dovrà essere assunta nei successivi 30 giorni: saranno poi avviate le procedure di evidenza pubblica, pena la decadenza.

Dopo la comunicazione dell’avvenuta aggiudicazione dell’appalto, sarà erogato il finanziamento:

  • il 20% ad approvazione del contratto di appalto;
  • il 40% ad avvenuta consegna dei lavori oppure all’avvio dell’esecuzione;
  • il 30% alla presentazione dello stato finale dei lavori o delle forniture;
  • il 10% ad avvenuto collaudo o alla verifica di conformità.

L’atto di definizione e approvazione della spesa complessiva o l’approvazione del collaudo dovrà essere trasmessa entro 90 giorni dell’ultimazione, pena la revoca del finanziamento e la restituzione delle somme.

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