Record mensile dell’export made in Italy. Ma l’import di auto cinesi è triplicato e vale oltre mezzo miliardo
Made in Italy a 61,7 miliardi con lo scatto di Francia e Germania. Gli acquisti di vetture da Pechino (+252%) superano il 10% del totale dal mondo
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Uno scatto deciso, con il record di sempre in valori correnti, che riporta in terreno positivo il bilancio del 2026. A marzo l’export italiano raggiunge infatti il massimo storico mensile di 61,7 miliardi, in crescita del 7,4% su base annua, progresso visibile anche nei volumi, in crescita di oltre quattro punti.
Progressi visibili nei paesi extra-Ue (+5,1%) ma soprattutto in Europa, con Francia e Germania a crescere rispettivamente del 9 e dell’8% in termini di acquisti di made in Italy.
Positivi quasi tutti i settori, con le crescite più rilevanti raggiunte nell’area dei metalli (+39%, rilanciati nei valori dall’impennata delle quotazioni), dell’elettronica (+17%) e delle auto (+16%).
A marzo, la dinamica congiunturale, anch’essa positiva, (+4,1%) è influenzata da vendite a elevato impatto della cantieristica navale: al netto di queste, Istat stima un aumento congiunturale meno ampio, pari a +2,8%. Su base annua, la crescita dell’export è per oltre la metà spiegata dall’aumento delle vendite di metalli, in particolare verso Svizzera e Francia. Con l’arrivo di questa spinta per4 il mese di marzo il bilancio del primo trimestre diventa positivo, con una crescita media dell’1,3%
Nel mese di marzo è però già ben visibile l’effetto dell’attacco di Usa e Israele in Iran, con un export diretto verso i paesi del Medio Oriente più che dimezzato, una riduzione che in valore assoluto si avvicina ad 1,5 miliardi di euro.







