Cattiva condotta sessuale

Corte penale internazionale, rimosso il procuratore Khan

Nel 2024 Karim Khan aveva chiesto e ottenuto dalla Cpi di emettere mandati di arresto contro il premier israeliano Benyamin Netanyahu e contro l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant per presunti crimini di guerra commessi a Gaza dopo il 7 ottobre

FOTO D'ARCHIVIO: Il procuratore della Corte penale internazionale (CPI) Karim Khan interviene durante un'intervista con Reuters all'Aia, nei Paesi Bassi, il 16 gennaio 2025. REUTERS/Piroschka van de Wouw/Foto d'archivio REUTERS

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Gli Stati membri della Corte penale internazionale hanno votato per la rimozione di Karim Khan dall’incarico di procuratore a seguito di accuse di cattiva condotta sessuale. Lo hanno confermato a Reuters e Associated Press fonti diplomatiche.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Secondo Axios, 82 dei 125 Stati parte della Cpi hanno votato a favore della rimozione del procuratore, 13 contro, e 15 si sono astenuti. Khan ha sempre negato ogni accusa.

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Nel 2024 Karim Khan aveva chiesto e ottenuto dalla Cpi di emettere mandati di arresto contro il premier israeliano Benyamin Netanyahu e contro l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant per presunti crimini di guerra commessi a Gaza dopo il 7 ottobre.

Axios riferisce che un alto funzionario israeliano ha dichiarato che negli ultimi giorni il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar e le ambasciate israeliane in tutto il mondo hanno lavorato per mobilitare il maggior numero possibile di Paesi a votare a favore della destituzione di Khan o almeno ad astenersi.

Legale di Khan: «Il procuratore contesterà la sua rimozione dalla Cpi»

Il procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan, rimosso dal suo incarico a seguito di accuse, da lui negate, di violenza sessuale nei confronti di un membro del suo team, “contesterà” questa decisione votata oggi dall’Assemblea degli Stati Parte della Cpi. Lo ha annunciato il suo avvocato Tayab Ali su X. «Il signor Khan contesterà la legalità e l’equità della decisione attraverso tutti i meccanismi legali disponibili», ha scritto il legale. «Il signor Khan è grato a quegli Stati Parte, membri della società civile, avvocati e personale della Corte che hanno difeso i principi del giusto processo, dell’indipendenza giudiziaria e dell’uguaglianza davanti alla legge», ha concluso l’avvocato.

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