Contratti a termine

Corte Ue, il sistema di assunzioni Ata viola il diritto. Il Mim: avviate iniziative contro precariato

Accolto il ricorso contro l’Italia. La replica del ministero: criticità originate da norme risalenti, al lavoro per una soluzione strutturale.

di Redazione Scuola

 (Imagoeconomica)

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Il sistema italiano di assunzione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario negli istituti di istruzione pubblica (Ata) viola il diritto dell’Unione. La motivazione è questa: perché non ha previsto misure volte a prevenire l’utilizzo abusivo di una successione di contratti a tempo determinato in relazione al personale Ata supplente impiegato presso le istituzioni scolastiche statali. Per tale motivo, quindi, «la Repubblica italiana ha mancato agli obblighi ad essa incombenti in virtù della clausola 5 dell’accordo quadro» (sul lavoro a termine).

La decisione

E’ quanto ha stabilito la Corte Ue di Giustizia accogliendo il ricorso della Commissione. Per l’esecutivo europeo tale sistema «è incompatibile con la normativa dell’Unione in materia di contratti a tempo determinato, che prevede limitazioni al loro ricorso e favorisce le procedure di assunzione a tempo indeterminato». Per questo motivo la Commissione ha presentato ricorso per inadempimento contro l’Italia dinanzi alla Corte di giustizia. La Corte ha accolto il ricorso.

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La posizione del Mim

A stretto giro è arrivata la risposta del Mim. «Le norme censurate dalla Corte di Giustizia sono molto risalenti nel tempo, in quanto contenute nel Testo Unico dell’Istruzione di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994, e successivamente modificate dalla legge n. 124 del 1999 e dal relativo regolamento attuativo adottato con D.M. n. 430 del 2000, che hanno definito l’assetto tuttora vigente in materia di graduatorie e conferimento delle supplenze del personale Ata», è scritto in un comunicato.

L’accesso ai ruoli del personale Ata avviene, ad oggi, attraverso procedure selettive riservate a soggetti con almeno 24 mesi di servizio a tempo determinato. Questo meccanismo, unitamente ai vincoli sul turn over introdotti, ben prima di questa legislatura, nell’ambito della disciplina generale delle assunzioni nel pubblico impiego, ha determinato nel tempo un ricorso sempre maggiore ai contratti a termine, prima dell’immissione in ruolo a tempo indeterminato.

Il confronto con il sindacato

Proprio al fine di risolvere questa annosa e complessa questione, il Mim ha avviato un confronto con le Organizzazioni sindacali, istituendo un tavolo tecnico per la revisione complessiva del sistema di reclutamento del personale Ata Non solo. In vista di un prossimo provvedimento d’urgenza cosiddetto “salva-infrazioni”, attualmente allo studio del Governo, il ministero ha presentato una nuova proposta normativa volta a superare in modo strutturale le contestazioni sollevate dalla Commissione europea.

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