Così l'intelligenza artificiale già cura il nostro cuore
Il Congresso della Società europea di cardiologia ha acceso i riflettori su come l'AI sta rivoluzionando la pratica clinica: ci sarà un impiego sempre più diffuso con gli screening personalizzati, le diagnosi sempre più rapide e le terapie su misura
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La signora Rossi si sottopone ad una mammografia. E nel fare l'esame per identificare precocemente un tumore al seno, scopre anche se è a rischio di infarto, ictus o ipertensione, con uno screening che rivela anche la situazione delle arterie. L'ipotesi viene da una ricerca condotta in Israele. Ancora. Il signor Bianchi registra un breve video del suo volto, di cinque secondi. E magari, grazie ad un'analisi gestita dal “Machine Learning” scopre di essere iperteso o di dover fare i conti con il diabete, iniziando subito ad affrontare la patologia del tutto asintomatica con il medico. Lo fa sperare uno studio condotto dagli esperti dell'Università di Tokio. Qual è “fil rouge” che lega queste due situazioni? Semplice. Si chiama Intelligenza Artificiale. Le ricerche, tra le molte presentate all'ultimo Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) di Monaco di Baviera, mettono in luce quanto e come l'IA cambierà le prospettive della disciplina, in particolare nella stratificazione del rischio individuale, nell'interpretazione degli esami diagnostici e nel supporto alle decisioni, partendo dalle linee guida, con programmi dedicati.
«Stiamo assistendo ad una rivoluzione, ed in cardiologia ci siamo abituati: sta accadendo qualcosa di simile a quanto avvenuto poco più di un secolo fa, nel 1925, quando Einthoven inventò l'elettrocardiogramma – commenta Filippo Crea, Presidente Eletto della Società Europea di Cardiologia, che dirige il Centro di Eccellenza di Scienze Cardiovascolari di Gemelli Isola a Roma. -. L'esame non ha sostituito il cardiologo e gli specialisti progressivamente l'hanno impiegato. L'AI è e soprattutto sarà di grandissima importanza nella pratica clinica, con un impiego che sarà sempre più diffuso fin dal momento della visita, dall'identificazione dei rischi del singolo grazie all'interpretazione rapidissima dei dati, per aiutarci nell'identificare trattamenti su misura per il singolo». Un esempio? Pensate ad esempio ai trattamenti per ipertensione e colesterolo. Sono fondamentali per la prevenzione di infarti ed ictus ma spesso iniziano in persone del tutto asintomatiche. «Sappiamo che chi presenta la pressione alta o elevati valori di colesterolo-LDL presenta un rischio cardiovascolare ben più elevato e con le cure puntiamo ad abbassarlo, con la possibilità di indurre qualche minimo effetto collaterale – spiega Crea -. Sempre di più, grazie all'IA potremo immediatamente definire con precisione qual è davvero il rischio per il singolo e come affrontarlo, con terapie su misura». L'altro fronte su cui si sta lavorando, con risultati che già sono disponibili proprio grazie all'adozione di sistemi di “Machine Learning” è la diagnostica. Pensate ancora al volto. «Nelle forme più gravi di ipercolesterolemia possono comparire segni classici come gli xantelasmi o l'arco corneale: l'AI potrà aiutarci a vedere nel volto quello che l'occhio magari non è in grado di rilevare – commenta Crea -. Non solo. L'AI può vedere nell'elettrocardiogramma alterazioni che indicano un indebolimento del cuore, così come con l'ecocardiografia potrà dirci anche con una sola immagine se esiste un'alterazione valvolare, favorendo diagnosi più rapide ed accurate». Infine, capitolo terapia. È importante utilizzare le linee guida dell'ESC che sono un distillato delle conoscenze e aiutano a trovare la il trattamento più indicato. È già disponibile e gratuita una chat basata sull'AI dedicata agli specialisti della stessa ESC che in pochi secondi fornisce al medico la terapia più indicata suggerita dalle linee guida per il singolo caso. «In futuro – conclude Crea – grazie all'AI metteremo a punto farmaci innovativi capaci di andare precisamente sul meccanismo chiave che determina la malattia, consentendoci di realizzare sempre di più quei “proiettili magici” di cui parlava Paul Erlich alla fine dell'800 -. Ma attenzione. A fronte di questi progressi e della formidabile capacità di fornire informazioni immediate, l'AI non sostituirà mai il dialogo tra medico e paziente. Alex Zanardi, recentemente scomparso, diceva che l'AI è eccezionale nel dare risposte ma non è in grado di fare domande. Per questo ci sarà sempre il cardiologo e allo specialista il paziente dovrà fare le sue domande: il cardiologo stesso darà risposte sempre più rapidi ed efficaci anche grazie all'uso dell'AI».







