Orticaria cronica spontanea

Così la matematica svela i segreti delle lesioni sulla pelle per cure su misura

Messo a punto un algoritmo che analizza le lesioni e rivela la gravità del quadro. Possibile utilizzo futuro anche per monitoraggi a distanza

(Adobe Stock)

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La pelle? Una vera e propria “patina” di salute, che protegge tutto il corpo. Ma anche questa struttura, che può pesare da 2,7 a 4,5 chili e, se distesa su un piano, coprire un'area di nove metri per due, si può ammalare o diventare sede dell'espressione di patologie che possono compromettere anche pesantemente la qualità di vita.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Volete un esempio? Pensate all' orticaria cronica spontanea (OCS), caratterizzata dalla comparsa di eruzioni cutanee, ovvero quelle lesioni che definiamo pomfi. Questi, accompagnati da prurito, pur essendo ben visibili (e certamente percepiti da chi fa i conti con la patologia) possono assumere forme diverse. Studiarne le caratteristiche e le loro variazioni da persona a persona rappresenta una sfida per la scienza, non solo sul fronte delle conoscenze fisiopatologiche sulla malattia ma anche per rivalutare ciò che accade in ogni paziente nel “mix” di meccanismi che entrano in gioco nella genesi del quadro, dalle risposte autoimmuni fino alla presenza di infiltrati cellulari e all'attivazione della via della coagulazione da parte del sistema del complemento.

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Ed è su questo fronte che c'è una novità: grazie ad un approccio statistico, chiamato modellazione matematica gerarchica. Si può tentare di capire meglio l'identikit della malattia nel singolo paziente, per trattamenti mirati. A proporre il sistema, dati alla mano, è una ricerca pubblicata su Communications Medicine coordinata da Sungrim Seirin-Lee che lavora presso l'Istituto per lo Studio Avanzato della Biologia Umana dell'Università di Kyoto.

Identikit delle lesioni

Sostanzialmente la modellazione gerarchica può essere considerata come un approccio che analizza diversi pazienti creando dei raggruppamenti uniformi. In questo caso, parlando di orticaria cronica spontanea, i ricercatori si sono concentrati sulla forma delle eruzioni cutanee per collegare queste caratteristiche morfologiche all'identikit della patologia nel singolo paziente. Il modello, tenendo presente quanto accade nei vasi e al loro esterno ed integrando le osservazioni con dati sperimentali, ha permesso di individuare cinque potenziali tipologie di pomfi. Poi, in base a queste caratteristiche, si sono creati i Criteri per la Classificazione della Geometria dell'Eruzione (criteri EGe) in base alle loro relazioni con le dinamiche del fattore tissutale e dell'istamina nei mastociti, cellule che agiscono sui vasi sanguigni e inducono la formazione delle lesioni stesse. Infine questo modello matematico è stato utilizzato per classificare la patologia in un centinaio di pazienti, con un'affidabilità di poco meno del 90% ('87,6%), rispetto a quanto osservato dai dermatologi.

Monitoraggio a distanza

“Questo studio è stato il primo a utilizzare modelli matematici per chiarire la fisiopatologia delle eruzioni cutanee in base alla loro morfologia e può contribuire ad aprire la strada a metodi di trattamento alternativi. – ha spiegato in una nota dell'ateneo nipponico Seirin-Lee -. Ad esempio, i pazienti potrebbero scattare foto delle loro eruzioni cutanee per fornire dati utili a una diagnosi definitiva delle cause sottostanti, oppure si potrebbe monitorare nel tempo l'efficacia del trattamento. Inoltre, questo studio dimostra il potenziale dei modelli matematici nella comprensione dei meccanismi delle malattie specifiche dell'uomo, laddove non sono disponibili modelli animali”. Insomma: la dermatologia matematica è una realtà.

Grazie all'integrazione tra la clinica e i flussi numerici si potranno studiare sempre meglio le patologie cutanee e magari anche analizzare, caso per caso, le strategie di gestione per i pazienti più difficile da affrontare, come sono spesso i soggetti con orticaria cronica spontanea. Prurito, pomfi sulla pelle e decorso imprevedibile sono le caratteristiche principali dell'orticaria cronica spontanea. La malattia infiammatoria di natura autoimmune nelle sue forme moderate e gravi interessa circa 190.000 persone in Italia. Colpisce le donne con una frequenza doppia rispetto agli uomini e si manifesta tra i 20 e i 40 anni, con un pesante impatto sulla qualità della vita.

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