Valorizzazione

Cremona guarda al contemporaneo

Una mostra diffusa con 20 artisti italiani e internazionali di diverse generazioni per valorizzare il patrimonio storico-artistico

di Silvia Anna Barrilà

Giò Pomodoro, veduta dell’installazione a Cremona Contemporanea 2026

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Dal 23 al 31 maggio 2026 la città di Cremona scopre l’arte contemporanea attraverso la quarta edizione di Cremona Contemporanea, un’iniziativa che si basa sull’idea della valorizzazione del patrimonio storico-artistico attraverso mostre e installazioni diffuse sul territorio.
Il progetto è nato cinque anni fa da un’intuizione dell’assessore Luca Burgazzi insieme all’artista Ettore Favini, di base a Cremona, che aveva realizzato un’opera su tessuto rappresentante il Po cremonese e i suoi affluenti, che è stata apprezzata dalla cittadinanza e oggi è visibile presso la sede del Comune. Così è stata chiamata la curatrice Rossella Farinotti, che è diventata direttrice artistica della manifestazione. Non è una fiera, né un evento dietro al quale ci sono le gallerie, ma sicuramente un’ottima occasione di visibilità per gli artisti e per la città.

Federico Tosi, veduta dell’installazione a Cremona Contemporanea 2026

Il dialogo transgenerazionale

Quest’anno, per la prima volta, sono stati coinvolti anche altri curatori. In particolare, Saverio Verini, Gioele Melandri e Valeria Mancinelli che, insieme a Farinotti, hanno invitato artisti di varie generazioni, creando un evento di qualità che, oltre a gettare luce su luoghi noti e meno noti della città, riesce a dare una bella occasione di visibilità a tanti artisti italiani, in dialogo con nomi internazionali come Miriam Cahn o Lina Lapelyte, già vincitrice del Leone d’Oro per il suo Padiglione Lituano e ora esposta all’Hamburger Bahnhof di Berlino per la commissione Chanel.

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I tanti artisti italiani emergenti e midcareer, coinvolti nelle diverse edizioni, fanno comunità attorno all’evento. Quest’anno, per la prima volta, è stato incluso anche un maestro storico, Giò Pomodoro, di cui Farinotti cura l’archivio, ma con lavori giovanili, raramente esposti, realizzati in fibra di vetro tra la fine degli anni 60 e i primi anni 60, che risultano estremamente freschi e contemporanei (i prezzi per questa tipologia di opere vanno da 35 a 275 mila euro).

A sinistra Davide Allieri, veduta dell’installazione a Cremona Contemporanea 2026.

Turismo e budget

La manifestazione si inserisce in una strategia più ampia di diversificazione dell’offerta turistica cremonese, tradizionalmente legata alla musica, alla liuteria e al patrimonio storico-monumentale, contribuendo ad ampliare i target di riferimento e a destagionalizzare i flussi, puntando anche sul turismo internazionale, che secondo dati Istat risulta in crescita. I visitatori della mostra diffusa si sono attestati sui 15 mila nel 2023 e 20 mila nel 2024, anno in cui sono state registrate oltre 70 mila visite al sito web della manifestazione, mentre la copertura mediatica è cresciuta da circa 100 uscite stampa nel 2023 a 236 articoli e menzioni nel 2024. Anche nel 2025 i visitatori hanno superato le 20 mila presenze.

Il Comune di Cremona è il primo sostenitore dell’evento, con un contributo che è passato da 20 mila euro del primo anno a 50 mila euro di oggi. Altro sostenitore principale è la Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona, che è stata presente fin dal primo anno, con contributo di 20 mila euro. Di fondamentale importanza anche le sponsorizzazioni tecniche, passate da quattro nella prima edizione a ben 19 in quella attuale, che hanno rappresentato un segnale di vero coinvolgimento della città. E poi le realtà che hanno sostenuto per la parte di volontari a presidio dei luoghi e delle opere: Auser Cremona, Circolo Atlante, le scuole e le università della città.

A sinistra Giulia Poppi, veduta dell’installazione a Cremona Contemporanea 2026

Gli artisti italiani

La manifestazione ogni anno apre anche luoghi solitamente chiusi al pubblico. Quest’anno, per esempio, un bunker nascosto sotto un condominio, in cui è stata esposta una scultura distopica di Davide Allieri, artista che espone anche nella ex-Chiesa di San Benedetto, con due grandi sculture che sembrano atterrate da un futuro fantascientifico (da Galerie Hubert Winter, 4-5 mila euro per i disegni più piccoli, 30x40 cm, fino a 7 mila euro per i disegni misure medie, 60 x 80 cm, fino a 15 mila euro per 180 x 120 cm; sculture dai 3.500 per le piccole opere in serie fino a 80 mila per le grandi installazioni).

A sinistra Linda Fregni Nagler, veduta dell’installazione a Cremona Contemporanea 2026 Courtesy di Cremona Contemporanea, fotografia di Rossetti Chico.

Un altri luogo sacro aperto per la prima volta è stato il monastero abbandonato del Corpus Domini, dove sono state allestite, tra le altre opere, fotografie di Linda Fregni Nagler (prezzi da Monica De Cardenas da 5 mila a 20 mila euro). Nello stesso monastero si trova una “luminaria” di Marinella Senatore, che ha anche una scultura nella navata della Cattedrale di Santa Maria Assunta, mentre nella Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro c’è un’installazione sonora di Lorenzo Scotto di Luzio.
Altri artisti esposti in più sedi sono Federico Tosi, con alcune sculture in ceramica e una grande installazione nel Palazzo del Comune (i prezzi da Monica De Cardenas vanno da 3 mila a 16 mila euro) e Roberto De Pinto, con un’opera installativa realizzata per la prima volta e altri disegni e collage (da Francesca Minini si va da 5 mila euro per i collage a 18 mila per le grandi tele). Particolarmente apprezzate sono state anche le sculture eteree di Giulia Poppi, che giocano con le trasparenze, le variazioni di luce, le forme organiche, tra presenza e assenza (circa 1.500-8 mila euro il price range orientativo, ma ci sono anche multipli da 800 euro oppure opere site specific fino a 15 mila euro; collabora con la galleria Fuocherello). Interessante anche la scultura cinetica di Sara Ravelli, artista che in questo momento ha una certa visibilità internazionale grazie al Premio New York e ad una mostra che si è appena chiusa a Hong Kong.

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