Terzo settore

Crowdfunding, le comunità moltiplicano il valore del dono

L’indagine 3.0 di Ipsos Doxa con PayPal e Rete del Dono rileva la crescita della raccolta fondi digitale. Il senso di appartenenza accresce la donazione

di Alessia Maccaferri

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Oltre 30mila persone hanno tagliato il traguardo della Milano Marathon un mese fa. Una partecipazione da record per questa manifestazione sportiva. E ancor più per la corsa alla solidarietà che ha sforato i 2,2 milioni di euro raccolti (erano 1,4 due anni fa). La stragrande maggioranza dei fondi vengono dal personal fundraising di individui (oltre un milione di euro) e di imprese (788mila euro).

Che cos’è il personal fundraising?

Un fenomeno crescente, quello del personal fundraising, in cui le persone si fanno promotrici della campagna di raccolta tra amici o tra colleghi. «In occasioni di grandi eventi come quelli sportivi il dono cresce perché sono coinvolte tante persone e si crea una stimolazione reciproca» spiega Valeria Vitali, fondatrice di Fondazione Rete del Dono, che cura il charity program di Milano Marathon. Il programma si basa sulla possibilità per i runner di sostenere un progetto solidale attivando una campagna di crowdfunding a sostegno di una delle organizzazioni aderenti. «Le persone partecipano e si attivano ancora di più quando il contesto è una comunità, che siano gli amici e le imprese, con un effetto moltiplicatore» aggiunge Vitali.

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In Italia la propensione al dono è stabile, con un 81% degli utenti internet che hanno effettuato almeno una donazione in un anno, secondo l’indagine Donare 3.0 condotta da Ipsos Doxa in collaborazione con PayPal e Fondazione Rete del Dono (che sarà presentata oggi a Milano). Le forme di donazione più diffuse restano i regali solidali (71%), seguiti dalle donazioni a favore di associazioni (63%), che tornano ai livelli del 2022 dopo un calo negli anni precedenti. La quota di coloro che hanno fatto almeno una donazione col crowdfunding è passata dal 13 al 26% dal 2014 al 2025. La raccolta online di risorse attorno a progetti strutturati attivati dalle non profit, da gruppi di persone o singoli è dunque un fenomeno maturo, in crescita lenta ma costante.

Vitali (Rete del Dono): «Crowdfunding diventa relazione»

«Le persone donano di più e partecipano di più ai progetti nella misura in cui sono inserite in un contesto comunitario, collettivo in cui il donatore può vedere un impatto diretto, tangibile della sua donazione. Il crowdfunding ti restituisce meglio e di più, rispetto ad altro modalità di donazione, questo aspetto di concretezza perché tocchi con mano dove vanno a finire le risorse che hai donato. Il crowdfunding non è solo uno strumento di raccolta fondi ma di coinvolgimento della comunità grazie alla sua natura progettuale» spiega Vitali, che con la sua piattaforma nel primo quadrimestre di quest’anno ha raccolto tre milioni di euro.

La conferma che la cultura del dono metta in campo la relazione tra le persone si può rintracciare nel crescente coinvolgimento attivo che va oltre il solo contributo economico: nel 2025, il 37% degli italiani ha partecipato ad attività di volontariato, con una maggiore incidenza tra le fasce più giovani – nello specifico Gen Z e Millennials, che insieme rappresentano il 42 per cento.

Una dozzina di anni fa il crowdfunding scontava ancora l’arretratezza digitale italiana, che via via è stata in parte superata sia grazie alla digitalizzazione del terzo settore sia grazie a riduzione del divario digitale tra la popolazione.

Oggi, secondo i dati dell’Osservatorio che considera la popolazione internauta italiana (tra i 18 e i 64 anni), il pagamento digitale nelle donazioni è una tendenza consolidata (42%), rispetto al contante (36%), come del resto l’utilizzo del mobile (71% in crescita) rispetto al pc (52% in calo). Si fa avanti anche l’intelligenza artificiale generativa: la usa per informarsi sulle organizzazioni non profit un utente su cinque e la propensione è alta (51%) tra chi non l’ha ancora fatto. Allo stesso tempo diminuisce la quota di chi si mostra contrario all’utilizzo di queste tecnologie.

La salute come prima causa solidale

Per quanto riguarda la generale propensione al dono i più attivi sono gli utenti Millennial mentre l’indagine rileva che la crisi - dovuta al contesto internazionale - colpisce di più i giovani. L’importo generale delle donazioni è stabile e la quota maggiore di utenti (41%) dichiara di donare tra i 10 e i 50 euro l’anno, seguita da coloro (il 33%) che dona tra i 51 e i 200 euro. Ma quali sono le cause più sentite? I risultati dell’indagine rispettano le tendenze demografiche del Paese. La prima destinazione è la salute (51% delle preferenze multiple), che stacca di gran lunga tutela dell’ambiente e degli animali (26%) ed emergenza e protezione civile (22%). I più giovani come la Gen Z prediligono la tutela dei diritti e la pace, oltre che lo sport e le attività ricreative.

Tra le modalità di donazioni crescenti c’è anche il Give at Checkout, ovvero la donazione di un euro a una causa, nella fase finale di un acquisto con pagamento con PayPal (che non trattiene alcuna commissione). Sebbene sia una modalità apparentemente più estemporanea rispetto ad altre, questa microdonazione permette alle non profit di coltivare e allargare la propria community. È possibile donare a un’organizzazione che ha in corso una campagna di fundraising ma è anche possibile per l’utente salvare la sua organizzazione preferita cosicché appaia come opzione automaticamente al momento di un pagamento digitale. «È anche un modo per le organizzazioni non profit - spiega Vanina Acqualagna, general manager PayPal Italia - per entrare in contatto con nuovi donatori. Per noi resta fondamentale favorire la digitalizzazione delle donazioni».

Riproduzione riservata ©
  • Alessia Maccaferri

    Alessia MaccaferriCaposervizio Nòva 24 - Il Sole 24 Ore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: innovazione sociale, impact investing, filantropia, fundraising, smart cities, turismo digitale, musei digitali, tracciabilità 4.0, smart port

    Premi: Premio Sodalitas (2008), premio Natale Ucsi (2006), European Science Writer Award (2010)

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