America centrale

Crisi energetica a Cuba: blackout prolungati e proteste a L’Avana per mancanza di petrolio e carburanti

E’ la conseguenza dell’embargo imposto dagli Usa da gennaio. La carenza di risorse energetiche ha causato interruzioni di corrente fino a 22 ore, scatenando manifestazioni e tensioni politiche tra il governo cubano e gli Stati Uniti

Un uomo guida un monopattino elettrico per strada prima che Cuba annunci l'introduzione, a partire dal 15 maggio, di nuovi prezzi variabili alla pompa per riflettere meglio i costi effettivi dell'importazione di benzina e gasolio, nel contesto dell'attuale blocco statunitense sulle forniture di carburante, all'Avana, Cuba, l'11 maggio 2026. REUTERS/Norlys Perez    REUTERS

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Cuba è rimasta senza petrolio e carburanti lasciando parti dell’Avana al buio fino a 22 ore al giorno.

Per questo ieri nella capitale dell’isola sono esplose le proteste al motto “accendete la luce” e “il popolo, unito, non sarà mai sconfitto”.

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E’ stato il ministro cubano all’Energia, Vicente de la O Levy, a dire che Cuba è rimasta “senza riserve” spiegando che “ la rete elettrica si trova in uno stato critico”.

Lo stesso ministro ha aggiunto che “la somma dei diversi tipi di carburante: petrolio, combustibile, di cui non abbiamo assolutamente nulla; diesel, di cui non abbiamo assolutamente nulla... l’unica cosa che abbiamo è il gas dei nostri pozzi, dove la produzione e’ aumentata”.

Il ministro ha aggiunto che “la situazione nel paese è estremamente tesa”.

Non a caso ieri sera nella capitale sono esplose le proteste a fronte dei peggiori blackout da decenni.

La situazione è la conseguenza del blocco imposto a gennaio dal governo Trump contro l’isola, che di fatto è stata tagliata fuori da consegne di prodotti energetici, per cui dipendeva dal Venezuela e dal Messico.

Gli Usa hanno minacciato dazi a qualsiasi nazione che fornisca rifornimenti all’isola caraibica. Tuttavia il ministro dell’Energia ha detto che “Cuba è aperta a chiunque voglia venderci carburanti”.

Da dicembre solo una petroliera russa ha rifornito ad aprile l’isola con quasi 10 milioni di persone.

La settimana scorsa l’Onu ha definito illecito l’embargo imposto da Washington dicendo che “ostacola il diritto del popolo cubano allo sviluppo mentre compromette il suo diritto al cibo, all’istruzione, alla salute e all’acqua e ai servizi igienico-sanitari”.

Usa rinnovano offerta a Cuba di aiuti umanitari per cento milioni

Il 13 marzo gli Stati Uniti hanno rinnovato a Cuba l’offerta di 100 milioni di dollari in aiuti, facendo pressione affinché collabori mentre affronta una gravissima crisi economica e le sanzioni americane.

Il segretario di Stato Marco Rubio, intervenendo la scorsa settimana a Roma, ha riferito che L’Avana aveva respinto un piano di assistenza da 100 milioni di dollari, circostanza smentita dal Paese caraibico.

Il Dipartimento di Stato ha rinnovato tuttavia la proposta, che giunge dopo che gli Usa hanno imposto nuove sanzioni contro settori chiave dell’economia cubana a controllo statale.

“Il regime si rifiuta di consentire agli Stati Uniti di fornire questa assistenza al popolo cubano, che ne ha un disperato bisogno a causa dei fallimenti di un regime corrotto”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato, secondo cui “spetta al regime cubano la decisione di accettare la nostra offerta di assistenza o di negare aiuti vitali, dovendo infine rendere conto al popolo cubano per aver ostacolato un’assistenza fondamentale”.

Il Dipartimento ha precisato che il sostegno includerebbe assistenza umanitaria diretta da parte di Washington e finanziamenti per un accesso a Internet “rapido e gratuito”, a beneficio presumibilmente dei dissidenti.

Rubio, serve cambio di leadership, economia rovinata

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che la leadership cubana ha bisogno di cambiare, mentre Washington ha rinnovato ieri l’offerta di 100 milioni di dollari in aiuti, a condizione che l’isola a guida comunista accetti di cooperare.

Cuba, situata a 150 chilometri dalla costa della Florida, sta attraversando una grave crisi economica, aggravata da una carenza energetica che martedì scorso ha nuovamente lasciato al buio il 65% del Paese.

I leader cubani attribuiscono la colpa alle sanzioni statunitensi, ma Rubio, americano di origini cubane e critico del governo Castro, sostiene che il vero problema risieda nel sistema cubano stesso, in particolare nella corruzione all’interno delle forze armate.

“È un’economia rovinata e disfunzionale, ed è impossibile cambiarla. Vorrei che fosse diverso”, ha dichiarato a Fox News. “Daremo loro una possibilità. Ma non credo che accadrà”, ha aggiunto Rubio. “Non credo che possiamo cambiare la traiettoria di Cuba finché queste persone saranno al potere”.

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