Cucinelli sale a Piazza Affari in una giornata debole per il lusso europeo
Gli analisti prevedono una conferma del tasso di crescita dei ricavi. Prudenza invece su Ferragamo
Eleonora Micheli
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3' di lettura
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Lusso debole sulle Borse europee, ma Brunello Cucinelli si distingue andando in controtendenza. Ben impostate anche le Moncler , che dopo un avvio in rialzo in scia alla performance della vigilia, ora difendono le posizioni. Soffre, invece, il settore con Salvatore Ferragamo in rosso, così come i big francesi Lvmh, Hermès e Kering, oltre alla svizzera Richemont.
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Se Moncler è ancora sostenuta dalla raccomandazione positiva di Bernstein, Cucinelli beneficia delle rassicurazioni date ieri dal fondatore, che, a margine di un convegno organizzato in Borsa Italiana, ha ribadito la previsione di una crescita del 10-11% nel 2026. In più, oggi gli analisti di Equita hanno reiterato la raccomandazione "buy" sulle azioni della casa umbra, pur ritoccando il target price da 115 a 110 euro. Il taglio non è stato dettato da un cambiamento nelle previsioni sul business della società, ma dall’impatto atteso di cambi e tassi di interesse, rivisti dalle principali banche centrali mondiali. «Confermiamo il "buy" sul titolo, che tratta con un rapporto prezzo/utili attesi a 12 mesi di circa 31 volte, livello ben al di sotto della media storica di 42 volte, con un derating più marcato rispetto al resto del settore (il cui P/E è passato da 23,8 a 20 volte), nonostante un profilo di crescita molto più visibile rispetto ai peers, grazie al posizionamento distintivo del marchio nel ready-to-wear di lusso di fascia alta», hanno spiegato gli analisti.
In vista dei numeri del terzo trimestre, che la società diffonderà il prossimo 15 ottobre, Equita ha incontrato i manager dell’azienda umbra, che hanno confermato «il forte momentum del marchio». Così, gli esperti stimano che Cucinelli anche nel terzo trimestre registrerà un tasso di crescita robusto a cambi costanti, in linea con quello del secondo trimestre. «Stimiamo un fatturato a 371 milioni, in crescita del 12,3% annuo, in linea con il +12,5% del secondo trimestre». A cambi correnti, la variazione dovrebbe essere nell’ordine del 10,8%, con un effetto cambi ancora negativo per effetto delle coperture. Equita precisa che «la stima è sopra il consensus a cambi costanti, ma in linea a cambi correnti, in quanto il consensus non incorpora l’impatto delle coperture che compensano il beneficio sui tassi spot». Ad ogni modo per gli esperti, la previsione di una crescita attorno al 10-11% a cambi costanti per tutto il 2026 è raggiungibile, come indicato ieri anche dal fondatore, e anzi non è da escludere che tale obiettivo possa essere rivisto al rialzo.
Intanto, Equita ha già alzato la previsione sull’andamento dei ricavi del 2026 da +11,2% a +11,9% (consensus +11,6%). «Limiamo invece il fatturato a cambi correnti dell’1% e, come conseguenza, anche l’ebit e l’utile netto, incorporando l’effetto negativo delle coperture sui cambi», hanno precisato.
Sempre Equita, oggi, ha consigliato prudenza su Ferragamo ("reduce"), riducendo peraltro il target price da 8,2 a 7,2 euro, per riflettere la previsione di un rallentamento delle vendite nel terzo trimestre, sia nel canale diretto ai clienti sia nel wholesale, a causa del contesto di settore e di un confronto più sfidante. «Tagliamo le stime di ebit per il 2026 e 2027 rispettivamente del 10% (a 49 milioni) e del 13%, e il target price del 12%», hanno affermato gli analisti nella morning note odierna, ricordando che la casa fiorentina pubblicherà il fatturato del periodo luglio-settembre il prossimo 20 ottobre.

