Cuore da riparare, al Gemelli l’angioplastica 3.0 si fa con l’AI
Una “nuova era” per diagnosi e terapia: il policlinico romano è il primo ospedale in Italia a utilizzare un nuovo software con intelligenza artificiale per guidare il trattamento delle coronarie
5' di lettura
I punti chiave
5' di lettura
Al Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs - primo in Italia - l’Intelligenza artificiale viene in sostegno della cardiologia interventistica 3.o. Cioè una tecnologia - spiegano dall’ospedale - sempre più precisa, personalizzata e orientata ai risultati clinici. Tanto da aprire “una nuova era per la precisione della diagnosi e della terapia”.
Angioplastica 3.0
L’“upgrading” è affidato a un nuovo software con IA per guidare l’angioplastica coronarica: l’Irccs romano già oggi è uno dei principali centri di riferimento della cardiologia interventistica in Italia e della ricerca correlata e proprio grazie all’esperienza clinica e scientifica dei suoi specialisti, è stato scelto come primo ospedale in Italia e uno dei primi tre centri nell’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), per l’introduzione di Ultreon 3.0, un innovativo software basato su intelligenza artificiale che permette di rendere ancora più precise e personalizzate le procedure di rivascolarizzazione coronarica (stent) guidate da acquisizione di immagini endocoronariche. Il debutto ufficiale della nuova tecnologia è stato il 30 marzo, nella sala di emodinamica del Gemelli, con il primo utilizzo clinico che segna l’ingresso di una nuova generazione di strumenti per la cardiologia interventistica.
La procedura
L’esame cardine per individuare le lesioni responsabili di un infarto e pianificarne il trattamento è da decenni la coronarografia o angiografia coronarica. Questa procedura consente di visualizzare le arterie coronarie – i vasi che nutrono il cuore – mediante l’iniezione di un mezzo di contrasto radiografico al loro interno. Per eseguirla, il cardiologo introduce uno speciale catetere in un vaso arterioso – oggi sempre più spesso dall’arteria radiale del polso – e lo guida fino all’origine delle coronarie, nella radice dell’aorta. Da qui il mezzo di contrasto permette di evidenziare eventuali restringimenti o occlusioni dovuti alle placche aterosclerotiche; sulla base di questo, il cardiologo pianifica il trattamento di rivascolarizzazione.
L’evoluzione
Negli ultimi anni questa tecnica ha conosciuto un’evoluzione significativa grazie all’integrazione con sistemi di imaging intracoronarico, come l’Oct (Optical Coherence Tomography), attualmente la metodica che consente di osservare con il massimo livello di dettaglio la placca dall’interno del vaso.
In questo contesto, il Policlinico Gemelli si distingue come uno dei principali centri italiani per l’impiego dell’Oct, forte di una lunga esperienza clinica e di una rilevante produzione scientifica nel settore.







