Da Gaza a Palermo per laurearsi, il sogno di Yousef e Kholud
Accolti stamattina dal rettore dell'università, Massimo Midiri, i giovani (31 e 23 anni), due dei sei studenti palestinesi beneficiari di una borsa di studio che si inserisce nelle iniziative avviate dall'ateneo in collaborazione con la Conferenza dei rettori delle università italiane, insieme al ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e al ministero dell'Università e della ricerca
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Per loro l'arrivo a Palermo è un sogno che diviene realtà, atteso a lungo, e anche una speranza per un futuro migliore. Sono stati accolti stamattina con gioia dal rettore dell'università di Palermo, Massimo Midiri, al loro arrivo a palazzo Steri, Yousef Asqool, 31 anni e la giovane Kholoud Abudaqqa di 23, due dei sei studenti palestinesi beneficiari di una borsa di studio che si inserisce nelle iniziative avviate dall'ateneo in collaborazione con la Conferenza dei rettori delle università italiane, insieme al ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e al ministero dell'Università e della ricerca.
I corsi di studio
Il primo intraprenderà la laurea magistrale in Tourism system and hospitality management, la seconda la triennale in Scienze della natura e dell'ambiente. Altri quattro studenti palestinesi giungeranno a Palermo nei prossimi mesi, appena otterranno il visto. I due giovani provengono da Gaza, dove a causa della guerra sono state rase al suolo undici università e lo studio si svolge a distanza, online, con stenti. Yousef era stato ammesso al corso lo scorso luglio ma solo qualche settimana fa ha ottenuto il lasciapassare per giungere in Italia. “Ho atteso tanto questo momento - racconta commosso - nella mia città si assapora solo il sapore della morte, nei vicoli, nelle strade. La sopravvivenza è pura fortuna. I miei familiari sono ancora lì, ho tre fratelli e tre sorelle, mio padre è morto sei anni fa. A Gaza purtroppo è tutto difficile, dovunque vai non sei al sicuro, la morte passa attorno a te, sempre. Sentiamo sirene, spari, droni, missili, gente che grida e bambini che chiedono aiuto. E' un silenzio, quello della morte, che diviene più rumoroso di qualsiasi altro suono. Uno dei miei cugini e alcuni dei miei miei migliori amici oggi non ci sono più. A Gaza si va a dormire la notte non sapendo se ci si sveglierà vivi l'indomani”.
Tanta voglia di ricominciare
Kholoud ha tanta voglia di “ricominciare qui a Palermo tutto da capo - spiega - con una nuova vita. Anche se parte del mio cuore resta lì, dove vivono ancora i miei familiari: i miei genitori, due sorelle e due fratelli”. Lei soggiornerà in una stanza messa a disposizione dal convento della Gancia, lui invece presso un'abitazione privata. Entrambi inizieranno una scuola di lingua italiana per stranieri e potranno già iniziare a frequentare i rispettivi corsi nei prossimi giorni, anche se l'anno accademico inizierà ufficialmente a settembre.
Si lavora anche per istituire residenze universitarie
“Stiamo lavorando all'istituzione di residenze universitarie che possano ospitare gli studenti stranieri, sganciate dal sistema Ersu - dice Massimo Midiri, rettore dell'Unipa - quindi parte da Palermo un nuovo percorso di pace e solidarietà verso gli studenti palestinesi di Gaza, levandoli così da un inferno. Le borse di studio sono da circa 10 mila euro per ciascuno studente”.
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