Viaggio nelle città

Da Torino a Bari più deterrenza ma il calo degli incidenti per ora dipende da Zone 30 e controlli

Indagine sulle metropoli: in tre realtà sinistri in leggero aumento

di Ma.Cas., Mi. F

4' di lettura

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Il nuovo Codice della strada ha portato a un boom di sospensioni e ritiri delle patenti, con tassi di crescita a tripla e doppia cifra rispetto al 2023/24. Ma non ha inciso in modo ugualmente marcato e omogeneo sul numero di incidenti stradali.

A livello nazionale – secondo i dati della Polizia stradale – il trend è in flessione da diversi anni e nei primi tre mesi di applicazione delle nuove regole il calo è stato del 5,1%, con un aumento però degli incidenti mortali (+3,4%).

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A livello locale si rilevano andamenti diversi. Se, infatti, a Roma, Firenze e Napoli si è registrato un calo a doppia cifra degli incidenti, in altri capoluoghi di provincia – da Nord a Sud – i numeri sono stazionari o addirittura in leggera crescita. In alcuni casi poi, calano i sinistri ma non le vittime, che risultano in aumento.

A Torino nei tre mesi che vanno dalla data del 14 dicembre 2024 a quella del 15 marzo 2025 gli incidenti sono passati da 1.004 a 1.040 (+3,6% sullo stesso trimestre dell’anno prima). «Per misurare gli effetti della riforma del Codice della strada su una grande città come Torino è ancora presto – spiega Marco Porcedda, assessore alla Polizia locale –. I dati rispetto al numero di incidenti per ora sono sostanzialmente in linea con quelli dello scorso anno e il dato andrebbe parametrato anche rispetto ai flussi di traffico che, specie in concomitanza con festività e grandi eventi, sono maggiori. Alcuni segnali lasciano intravedere un primo effetto di deterrenza su alcuni comportamenti rischiosi, come il consumo di alcol prima di mettersi alla guida o l’uso di smartphone mentre si è al volante, violazioni che oggi comportano sanzioni più severe».

Anche a Bari e Palermo, seppure in percentuale inferiore, si sono registrati aumenti nel numero di incidenti stradali: a Palermo la Polizia municipale segnala 793 sinistri, contro i 778 registrati l’anno prima; a Bari sono avvenuti 916 incidenti (+1,7%), contro i 900 del trimestre corrispondente a cavallo tra il 2023 e il 2024.

Nel capoluogo pugliese emergono alcune dinamiche interessanti: gli incidenti mortali sono passati da tre a uno (una riduzione significativa a fronte di numeri assoluti molto bassi), ma sono aumentati gli incidenti senza feriti, passati da 544 a 563 (+4%). L’assessora alla Vivibilità urbana del Comune di Bari, Carla Palone, ha evidenziato il lavoro fatto dall’amministrazione comunale: «Un’importante strategia di sensibilizzazione per informare e ridurre i rischi, a partire da una campagna dedicata alle scuole della città e ai neopatentati, perché crediamo che prevenire serva più che reprimere».

Anche Bologna nell’ultimo anno ha lavorato molto sulla sicurezza stradale a livello locale: il 1° gennaio 2024 è stata introdotta la “Città 30”. La riduzione degli incidenti stradali, passati dai 622 del periodo 14 dicembre 2023-15 marzo 2024 ai 536 nei primi tre mesi dall’entrata in vigore del nuovo Codice della strada, va dunque inserita in un percorso più ampio: «Pur non essendo significativo dal punto di vista statistico un periodo di tre mesi, si consolida il calo già registrato anche nel 2024, dopo il primo anno dall’entrata in vigore di “Città 30”», ha detto l’assessore alla Mobilità Michele Campaniello. Nei primi 12 mesi di applicazione del nuovo limite di velocità il Comune ha quasi dimezzato il numero di persone decedute e per la prima volta dal 1991 nessun pedone è stato ucciso. Inoltre sono calati gli incidenti (-13%) e soprattutto quelli più gravi, classificati con il codice rosso (-31%).

Come già detto, anche Napoli e Roma hanno registrato un calo, ancora più marcato rispetto a Bologna, di incidenti rispetto all’anno scorso. Nella capitale i sinistri sono scesi del 6,4% da 7.800 a 7.300.

«Già nel 2024 la polizia locale di Roma Capitale aveva eseguito oltre tre milioni e 800mila controlli sul rispetto delle norme per la sicurezza stradale – spiegano dal Comando generale della municipale di Roma –, con un incremento delle verifiche di circa il 25% rispetto al 2023». Nel 2025 la polizia locale della Capitale ha ulteriormente potenziato l’attività di controllo sulle strade «per aumentare il livello di sicurezza anche con azione di prevenzione e non solo di repressione. Nei primi due mesi del 2025 sono raddoppiate ad esempio le verifiche per contrastare la guida in stato di ebbrezza. A tale aumento sta corrispondendo una progressiva diminuzione dei comportamenti irregolari, in virtù di un evidente effetto deterrente legato all’attività di controllo in atto».

Anche a Napoli si è verificato un calo a doppia cifra degli incidenti stradali, scesi da 1.323 a 986 nel periodo di riferimento, a confronto con l’anno precedente. Gli incidenti gravi, però, sono aumentati: tra il 14 dicembre 2024 e il 15 marzo 2025 se ne sono registrati sei, con altrettante vittime. Nello stesso trimestre a cavallo tra il 2023 e il 2024, incidenti gravi e morti erano stati cinque. Stessa dinamica si è registrata a Firenze dove, nel complesso, gli incidenti stradali sono diminuiti (da 825 a 654), ma gli scontri mortali sono aumentati da due a cinque.

Totalmente diverso lo scenario quando si analizzano i numeri di patenti ritirate e sospese (si veda l’articolo a fianco). Gestire il boom non è semplice e gli enti locali – alcuni dei quali, come Bologna e Torino, non segnalano criticità – sono alle prese con la messa a punto di soluzioni per rendere le nuove procedure più efficienti ed evitare ricadute negative. Il maggior numero di ritiri «si traduce ovviamente in un maggior carico di lavoro per gli uffici coinvolti nella rete di gestione delle pratiche, dagli uffici dedicati degli organi di polizia agli uffici delle prefetture», fanno sapere da Napoli. «La principale criticità, riscontrata inizialmente e oggi superata, ha riguardato l’applicazione della sospensione breve e la consequenziale condivisione tra forze di polizia del provvedimento, ai fini del controllo della sua osservanza», aggiungono.

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