Da Valfrutta a Cirio, il leader delle conserve lancia l’allarme prezzi: con il caro-gasolio costretti a rivedere i listini
L’allarme del colosso cooperativo con 14mila soci: forte impatto dei rincari nell’attività agricola e in quella industriale. Maxi piano di investimenti per ridurre i costi energetici
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L’impatto dell’impennata del costo del carburante non potrà non lasciare il segno e “nel futuro dei nostri prodotti ci saranno aumenti inevitabili”. A dirlo senza mezzi termini Pier Paolo Rossetti, direttore generale di Conserve Italia, azienda leader delle conserve vegetali (derivati del pomodoro e succhi di frutta) che vanta nel proprio portafoglio marchi molto popolari da Valfrutta a Yoga, da Cirio a Derby.
L’allarme dalla coop leader delle conserve vegetali
Conserve Italia è un’azienda leader del settore dell’ortofrutta trasformata, un gigante cooperativo che raggruppa 35 cooperative di primo grado con 14mila produttori agricoli che annualmente producono circa 600mila tonnellate di frutta e ortaggi destinati alla trasformazione per un giro d’affari di 1,1 miliardi di euro.
L’aumento del costo del carburante impatta in tutte le fasi di lavorazione
«La nostra filiera – ha spiegato Rossetti – è fortemente impattata dall’aumento del costo del carburante, e lo è in tutte le sue fasi. Nel futuro dei nostri prodotti ci saranno aumenti inevitabili. Aumenti che al momento non sono quantificabili e non saranno uguali per tutti i prodotti. Vogliamo misurarli in maniera attenta e portarli alla conoscenza in modo preciso quando avremo il quadro completo». Ma, di certo, si tratta di rincari che nel medio periodo arriveranno fino ai prodotti di largo consumo e agli scaffali dei supermercati.
Cresce il ricorso al gasolio per alimentare le pompe da irrigazione
Il responsabile principale della fiammata dei costi è il prezzo dei carburanti. «Il caro benzina ha colpito innanzitutto la fase della produzione agricola – aggiunge il direttore generale di Conserve Italia - ci sono le macchine utilizzate in campagna e c’è la necessità di irrigare».
Necessità che sta ora aumentando con l’avvicinarsi dell’estate e l’innalzamento progressivo delle temperature. Aspetto che rafforza il consumo di gasolio a causa del ricorso a pompe per l’irrigazione.








