Centrodestra

Dal Mondo al contrario a Futuro Nazionale, tutte le tappe del fenomeno Vannacci

In una prima rilevazione di Youtrend per Sky TG24 il nuovo partito del generale si collocherebbe poco al di sopra il 3%

di Andrea Gagliardi

Roberto Vannacci al Tradizionale Raduno Leghista a Pontida - Domenica 06 Ottobre 2024  (Foto Claudio Furlan/Lapresse)

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Arriva al capolinea la parabola di Roberto Vannacci all’interno della Lega. Da Mister 500mila preferenze alle elezioni europee del giugno 2024 (candidato dal Carroccio come indipendente) a vicesegretario federale, la sua traiettoria politica nella Lega - durata meno di due anni - ha terremotato gli equilibri interni e aperto un dibattito sull’identità del partito, con scontri e tentativi di mediazione. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la registrazione del simbolo “Futuro nazionale”. Una mossa che ha portato a un’accelerazione verso l’uscita dal Carroccio.

Il successo alle europee 2024

Per l’autore del best seller “Il mondo al contrario”, lanciato nell’estate del 2023 (in cui espone tesi considerate dai suoi detrattori di estrema destra, retrograde, in qualche caso omofobe o razziste) le urne si erano rivelate un successo travolgente: secondo candidato con più preferenze, alle spalle della leader di Fdi e premier Giorgia Meloni. Salvini lo aveva accolto poi nel partito nel 2025: il 6 aprile Vannacci aveva preso ufficialmente la tessera della Lega durante il congresso federale di Firenze, rompendo gli indugi, quando già c’erano rumors su un suo possibile partito.

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L’ostilità dell’ala nordista

Poi, il 15 maggio 2025 il Consiglio federale lo aveva nominato vicesegretario del partito, una mossa voluta da Salvini per blindareil fronte sovranista e cercare consenso a destra. Una mossa che però ha segnato anche l’inizio della frattura con l’ala nordista del partito, guidata dai governatori del Nord, Zaia, Fedriga e Fontana, che ha sempre considerato Vannacci lontano dagli ideali autonomisti e federalisti della Lega intesa come “partito dei territori”.

La rottura

La rottura definitiva è storia recente: Vannacci fonda i ’team’ che portano il suo nome in tutta Italia, da molti considerati dei gruppi paralleli alla Lega e dunque vietati dallo statuto. In un altro consiglio federale si decide che non saranno realtà politiche ma solo associazioni culturali. Il vaso trabocca però la settimana scorsa, quando il generale deposita il logo di ’Futuro Nazionale’, che appare subito a tutti come il simbolo di un nuovo partito. Ancora malumori, ancora Salvini che cerca di mediare. Fino all’epilogo di oggi, con le indiscrezioni che confermano l’addio di Vannacci alla Lega e lui che scrive sui social: «Proseguo per la mia strada da solo» e «da oggi Futuro nazionale è una realtà»

Le potenzialità elettorali

Ma quanto può valere alle elezioni del 2027 il partito di Vannacci? In una prima rilevazione di Youtrend per Sky TG24 la lista si collocherebbe al 4,2%, risultando poco al di sopra della soglia di sbarramento nazionale anche in caso di aumento dal 3% al 4%. Il generale toglie più a Fdi (23%) che alla Lega (18%), ma raccoglie anche da altri, indecisi e astenuti. Dal punto di vista delle intenzioni di voto, si legge ancora nell’analisi del sondaggio, l’introduzione della lista Vannacci comporterebbe una erosione di consensi soprattutto a destra: Fratelli d’Italia (-1,1%) e Lega (-0,9%) sono i partiti che registrano le perdite più evidenti, mentre Forza Italia subisce un impatto più contenuto (-0,2%). Nessun effetto significativo emerge invece sul campo del centrosinistra e sulle forze centriste, i cui consensi restano sostanzialmente stabili.

L’analisi dei flussi elettorali chiarisce la natura della nuova lista: poco meno della metà degli elettori della lista Vannacci proviene dall’area della destra parlamentare (Fratelli d’Italia e Lega), ma una quota rilevante arriva da formazioni minori, dall’area sovranista extraparlamentare (fra gli altri, Italia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo e Alternativa Popolare di Stefano Bandecchi). Una quota minoritaria degli elettori di Futuro Nazionale, inoltre, arriverebbe da elettori che in precedenza si collocavano tra astenuti e indecisi (il 13,5% del totale della nuova lista). Nel complesso, i dati suggeriscono che in questa prima fase la lista di Vannacci potrebbe emergere più come fattore di redistribuzione interna all’area di destra e come canale di mobilitazione di elettori periferici o disallineati.

Una forza politica guidata dall’europarlamentare «può incidere elettoralmente fino a un massimo del 5%, ma si tratta di una soglia limite, destinata verosimilmente a ridursi», aveva affermato invece a LaPresse il sondaggista Antonio Noto il 28 gennaio scorso, quando era stato depositato il simbolo di Futuro Nazionale. «Tendenzialmente il partito di Vannacci potrebbe partire da circa il 2,5% e arrivare al 5% solo in condizioni eccezionali» aveva dichiarato Noto.

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