Dall’infermiere al fisioterapista: 9 su 10 lavorano subito, test d’ingresso dal 16 settembre
La quota degli occupati è salita all’87,9% rispetto all’84,8% di dodici mesi fa: il dato più alto degli ultimi 18 anni. Guidano podologo e igienista dentale
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Continua a crescere l’occupazione per le Professioni sanitarie. Lo evidenzia il XXVIII rapporto annuale del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea di Bologna, sui Percorsi di laurea e sugli Esiti occupazionali della laurea, che è stato presentato l’11 giugno 2026 all’Università della Basilicata alla presenza del Rettore Ignazio M. Mancini, del Presidente della CRUI Laura Ramaciotti e del Presidente del Consorzio AlmaLaurea Ivano Dionigi, dal Direttore Marina Timoteo. Titolo dell’evento: “Efficacia della formazione universitaria”.
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Per i 18.957 laureati di primo livello delle 22 Professioni Sanitarie dell’anno 2024 si rileva, rispetto agli 11.502 laureati che hanno risposto all’indagine (60,7%), un aumento della quota di occupati (sono 10.106), pari a +3,1 punti percentuali rispetto all’indagine dello scorso anno.
La quota degli occupati, infatti, è salita all’87,9% rispetto all’84,8% dello scorso anno e all’87,0% dell’anno 2007 delle prime rilevazioni di AlmaLaurea. Quindi il più alto nel corso degli ultimi 18 anni.
È però opportuno segnalare che tra i non occupati una quota rilevante non fa parte delle forze di lavoro (69,2%), ossia non è occupato ma non è neppure interessato a cercare un lavoro. Una parte di popolazione, infatti, decide di proseguire con un ulteriore percorso formativo e rimandare l’ingresso nel mercato del lavoro (residuale la quota di chi è contemporaneamente coinvolto in un’attività lavorativa e negli studi).
Complessivamente, tra i laureati di primo livello delle Professioni Sanitarie, infatti, il 15,0% prosegue gli studi iscrivendosi ad un ulteriore corso universitario. Significativa, inoltre, la quota di chi prosegue con altre attività di formazione post-laurea in particolare con un master universitario di primo livello (10,1%).







