Dalla radioterapia al nucleare, perché c’è bisogno di competenze e specialisti
Nella legge approvata dal Parlamento i fisici sono tra le figure per cui disciplinare modalità di formazione necessarie alla filiera nucleare
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L’approvazione del Disegno di legge in materia di energia nucleare sostenibile segna un passaggio cruciale non solo per il futuro del settore, ma sottolinea che nel nostro Paese le competenze professionali necessarie esistono già e da anni contribuiscono alla sicurezza di tutti.
Il ruolo dei fisici medici
Nel corso dell’iter parlamentare, è stato integrato un emendamento che include espressamente i fisici tra le figure professionali per le quali dovranno essere disciplinate le modalità di formazione finalizzate allo sviluppo delle competenze necessarie alla filiera nucleare. Accanto a tecnici, ricercatori e ingegneri viene riconosciuto il contributo di una professionalità altamente specializzata, con competenze che spaziano dalla fisica nucleare alla radioprotezione, dalla dosimetria alla gestione delle radiazioni ionizzanti.
Per la nostra categoria, questo non è un mero riconoscimento formale: per la prima volta, una norma che guarda allo sviluppo del settore nucleare dichiara esplicitamente anche i fisici tra le professionalità da coinvolgere nei percorsi di formazione. Un passaggio importante perché viene riconosciuto il valore di competenze maturate in decenni di attività negli ospedali, nelle università e negli enti di ricerca.
Molti cittadini non sanno che dietro a una Tac, una Pet, una radioterapia oncologica e tante altre tecnologie sanitarie opera un fisico medico: è lui il professionista che verifica il corretto funzionamento delle apparecchiature, controlla le dosi di radiazioni, valuta i rischi e contribuisce a garantire che ogni trattamento o esame venga effettuato secondo i più elevati standard di sicurezza.







