Dalla violenza economica alla digitale, più protezione
Un corpus di indicazioni in 5 relazioni: in arrivo il confronto con l’estero
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L’ultima in ordine di tempo, lo scorso 29 aprile, è stata la relazione sui braccialetti elettronici, che ha approvato quattro macro indirizzi e 16 indicazioni di dettaglio tra cui «l’aumento dei dispositivi attivabili mensilmente» e la possibilità di «avvalersi di una Sala Operativa Centralizzata in grado di smistare le segnalazioni». Si arricchisce così l’agenda della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio. Appena prima, infatti, il 22 aprile, c’era stata la relazione «sulla dimensione digitale sulla violenza di genere» che tra le conclusioni finali ha messo a punto «la proposta di introdurre una fattispecie di reato che punisca la diffusione di contenuti sessualmente espliciti generati con sistemi di intelligenza artificiale (deepnude)». Mentre la relazione sulla violenza economica di genere, licenziata il 15 aprile, ha definito la proposta «di inserire nel codice penale - in particolare nella formulazione del reato di cui all’articolo 572 codice penale (maltrattamenti in famiglia) - il concetto di “violenza economica” quale modalità di integrazione del reato, codificando un indirizzo della giurisprudenza di legittimità ancora poco diffuso tra i giudici di merito». Tra le indicazioni pure quella di «introdurre la fattispecie autonoma di “controllo coercitivo” volta a punire la condotta di monitoraggio ossessivo del partner anche in relazione alle spese familiari di minimo importo».
Una svolta importante è stata lo scorso agosto il via libera alla relazione sugli “orfani di femminicidio”. Quindici gli obiettivi fissati per il legislatore, a cominciare dalla necessità di mappatura esaustiva e aggiornata: in questo senso viene prevista «l’istituzione di un registro nazionale, di una banca dati o di una anagrafe degli orfani che consenta di analizzare le dimensioni del fenomeno, gli aspetti quali-quantitativi, i fattori di rischio», ma anche più tutele sul fronte del sostegno economico stabilendo una formazione specifica e inserendo «la semplificazione dell’iter burocratico riguardante le procedure di accesso a fondi e indennizzi a favore degli orfani di femminicidio». A monte, a luglio 2024, la «ricognizione degli assetti normativi in materia di prevenzione e contrasto della violenza di genere per la redazione di un testo unico». Si è trattato di un passaggio propedeutico, ha spiegato la presidente della Commissione, Martina Semenzato, all’adozione «del Testo Unico all’interno delle scuole di qualsiasi ordine e grado, partendo dall’infanzia, attraverso strumenti didattici diversificati, come ad esempio il testo unico illustrato» e «completando l’offerta formativa con test di autovalutazione, anche attraverso il supporto di nuove tecnologie». La prossima relazione a essere attesa riguarderà il confronto tra la normativa italiana e quella degli altri Paesi.







