Greenwashing

Dalle batterie ai software, arrivano le nuove tutele

Il consumatore saprà se un aggiornamento diminuisce le prestazioni

 (AdobeStock)

2' di lettura

English Version

I punti chiave

2' di lettura

English Version

Non solo greenwashing. La stretta europea coinvolgerà anche l’obsolescenza precoce, con una serie di nuovi divieti pensati per evitare che il consumatore sia spinto a sostituire un prodotto, ripararlo o acquistare nuovi componenti prima del necessario.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La direttiva Ue 2024/825 inserisce infatti nella «black list» delle pratiche commerciali scorrette anche diversi comportamenti legati alla durabilità e alla riparabilità dei beni. Tra questi c’è la comunicazione commerciale relativa a un prodotto che contiene una caratteristica introdotta per limitarne la durata, quando il professionista dispone delle informazioni sulla caratteristica e sui suoi effetti. Diventa inoltre sempre vietato dichiarare falsamente che un bene avrà una determinata durata, in termini di tempo o intensità di utilizzo, in condizioni d’uso normali, così come presentarlo come riparabile quando in realtà non lo è.

Loading...

Prodotti digitali

Un capitolo specifico riguarda i prodotti digitali e con componenti software. Il professionista non potrà omettere di informare il consumatore quando un aggiornamento avrà effetti negativi sul funzionamento del bene. Allo stesso modo, non potrà presentare come «necessario» un aggiornamento che serve soltanto a migliorare alcune funzionalità.

La direttiva interviene anche su pratiche molto concrete. È vietato indurre il consumatore a sostituire materiali di consumo prima che ciò sia tecnicamente necessario. L’esempio indicato dalla stessa normativa è quello della stampante che sollecita la sostituzione delle cartucce quando l’inchiostro non è ancora effettivamente esaurito.

Regole nuove anche per ricambi e accessori non originali. Se il loro utilizzo compromette realmente la funzionalità del prodotto, il consumatore dovrà esserne informato. Ma sarà vietato anche affermare falsamente che un componente non originale provocherà problemi quando ciò non è vero. Il principio può riguardare, per esempio, cartucce, caricabatterie o pezzi di ricambio: Bruxelles punta a evitare sia acquisti inutili sia vincoli ingiustificati verso i componenti del produttore originale.

Accanto ai divieti aumenta la quantità di informazioni da fornire prima dell’acquisto. Quando disponibili e applicabili, il consumatore dovrà conoscere l’indice di riparabilità oppure informazioni sulla disponibilità e sul costo stimato dei pezzi di ricambio, sulle modalità per ordinarli, sulle istruzioni per riparazione e manutenzione e sulle eventuali restrizioni alla riparazione. Per i beni con elementi digitali dovrà inoltre essere comunicato il periodo minimo durante il quale il produttore o il fornitore assicura gli aggiornamenti software.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti