Dalle cripto ai droni: così la Trump Spa guadagna 4-5 miliardi
Il Presidente e la famiglia hanno molte attività in tanti settori redditizi. E ora crescono i dubbi di insider trading preguerra
5' di lettura
5' di lettura
C’è l’America imperiale e c’è l’impero di Donald Trump. Indissolubilmente legati: la famiglia presidenziale - e per estensione la cerchia dei collaboratori - tesse una propria politica economica ed estera parallela. Che muove miliardi verso casseforti personali, gonfiate da attività sulle quali l’amministrazione ha voce in capitolo, dagli asset crypto all’intelligenza artificiale, dall’energia alle comunicazioni, da relazioni con ricchi paesi arabi del Golfo fino alle guerre - Iran compreso, tra investimenti in droni e ombre di speculazioni sui bombardamenti.
Calcoli esatti della fortuna targata Trump hanno dato filo da torcere ad associazioni etiche, centri di ricerca accademici, analisti congressuali e inchieste dei media. L’opacità è di regola nella rete di operazioni e asset nelle mani di Trump, dei figli Eric e Donald Jr, della First Lady Melania, come del genero Jared Kushner e del personale inviato nelle crisi Steve Witkoff e dei suoi figli Alex e Zach.
La girandola dei numeri
Le stime dei “guadagni da presidenza” ruotano così attorno a più cifre, che hanno contribuito a salvare Trump da guai finanziari per processi e scandali e a ridar lustro alla sua immagine di successo . In gioco, secondo le più recenti stime, sono almeno quattro o cinque miliardi nell’arco di un anno d’oro, almeno per lui, e attribuiti al ritorno alla Casa Bianca. Abbastanza perché la classifica dei miliardari di Bloomberg valuti ora il suo patrimonio in 6,8 miliardi e Forbes oltre i 7 miliardi. Il Digital Grift Wealth Tracker, elaborato dall’opposizione democratica alla commissione di Vigilanza della Camera, azzarda cifre ancora maggiori: il suo polemico “orologio delle truffe” segna 9,7 accumulati fino a gennaio. Con 600 milioni legati a interessi stranieri.
Il contagio della fortuna presidenziale vede il primogenito Donald Jr vale da solo 300 milioni per Forbes, sei volte più di un anno prima. Il genero Kushner, informale diplomatico per la pace in Medio Oriente e alfiere di progetti per una ricostruzione di Gaza in riviera di lusso, è a sua volta protagonista di iniziative frenetiche: secondo il New York Times sta rastrellando entro dicembre cinque o più miliardi dai governi locali per il suo private equity Affinity Partners, per raddoppiare una dotazione già in gran parte fornita da fondi sovrani arabi. E prestigiosi quotidiani e riviste dal Wall Street Journal al New Yorker, setacciando ogni documento depositato alle autorità, hanno disegnato mappe che a colpo d’occhio evidenziano ragnatele di interessi sotto le bandiere di Trump First. Il Journal a fine 2025 aveva ricostruito un puzzle con 268 tasselli.
Quel puzzle è in espansione. Una delle più recenti - e controverse - avventure familiari vede protagonisti proprio Eric e Donald Jr e il loro impegno sui droni militari, arma cruciale in Iran. Sono «significativi investitori» in Powerus Corporation, pronta a sbarcherà in Borsa grazie a una fusione con una holding di campi di golf appoggiata dai Trump, Aureus Greenway. Il proposito: «Sostenere il dominio dell’industria Usa dei droni attraverso la manifattura domestica, l’innovazione dei sistemi autonomi e partnership strategiche nella difesa».








