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Dazn, l’aumento dei prezzi per la Serie A e lo sport: cosa cambia per gli appassionati

Dazn comunica l’aumento dei prezzi per la Serie A e altre offerte sportive, con nuovi pacchetti e funzionalità

EPA/LUKAS BARTH-TUTTAS

4' di lettura

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Per gli appassionati di calcio e della Serie A in tv occorrerà far fronte a un nuovo aumento dei prezzi per la prossima stagione. Un ritocco all’insù che Dazn, titolare dei diritti audiovisivi della Serie A per le prossime cinque stagioni (con Sky che condividerà tre partite a settimana in co-esclusiva), ha iniziato a comunicare ai propri clienti. Vero è che c’è una nuova offerta, migliorata e ampliata. Ma con conseguente revisione dei prezzi.

Il pacchetto di offerte della piattaforma di streaming specializzata nello sport è variegato. Non tutte le offerte subiranno un aumento, ma un rialzo ci sarà, come del resto si poteva attendere alla luce dell’investimento fatto da Dazn per far propri i diritti della Serie A nel quinquennio 2024-2029. Di base alla Lega Serie A andranno 900 milioni a stagione: 700 da Dazn e 200 da Sky a partire dalla prossima stagione. È poi previsto un meccanismo di revenue sharing. In pratica una componente variabile calcolata come una percentuale pari al 50% dei ricavi netti da sottoscrizioni da utenti residenziali che saranno realizzati da Dazn oltre una certa soglia.

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Tre sono le diverse tipologie di sottoscrizione per gli utenti, con costi e funzionalità differenziati a seconda dell’alternativa scelta: il piano Standard, il piano Plus e il piano Start.

Il piano Start

Quest’ultimo è il pacchetto multisport che include il basket italiano ed europeo, il volley con l’offerta che si è da poco arricchita con le migliori coppe internazionali femminili e maschili (Nations League, Mondiale per Club, Beach Soccer e molto altro), il calcio femminile con la Uefa Women’s Champions League e i canali Eurosport HD1 e HD2 con cui seguire competizioni come Giro d’Italia, Roland Garros e Olimpiadi di Parigi 2024. Il pacchetto Start si muove in un range a partire da 8,25 euro al mese se si opta per il pass Annuale (99 euro l’anno con pagamento anticipato) o 11,99 euro al mese per la formula rateizzata di 12 mesi. Qui non ci sono cambiamenti rispetto a gennaio.

Il piano Standard

Il piano Standard è quello che permette di vedere la Serie A, Europa League e altra offerta sportiva su due dispositivi usando la stessa linea internet. Si può optare per per il piano Annual pagamento anticipato (0,99 euro al giorno per un totale di 359 euro all’anno) o 34,99 euro al mese se si opta per quello rateizzato in 12 mesi (1,16 euro al giorno) come da listino di gennaio che aveva subito un aumento.

Il piano Plus

Il piano Plus è il pacchetto “familiare” e disponibile su due reti Internet a partire da 49 euro al mese (un totale di 599 euro) se si opta per abbonamento annuale con pagamento anticipato o 59,99 euro se si opta per quello rateizzato in 12 mesi. In questo caso l’aumento c’è stato rispetto a gennaio passando da 539 a 599 euro all’anno. E il piano annuale con pagamento dilazionato, passato a gennaio a 49,99 euro al mese dai 45,99 del 2023 sale a 59,99 euro al mese.

La spinta agli abbonamenti diretti

Una differente politica di prezzo comunque Dazn ha deciso di farla rivedendo le politiche di gestione degli utenti che decidono di abbonarsi attraverso Apple e Google. Questo con l’obiettivo di spingere gli utenti verso gli abbonamenti diretti sulla piattaforma aggirando il tema dei costi di gestione alti per questa tipologia di segmento che rappresenta un canale B2B2C.

La ricerca dell’equilibrio economico

Resta per Dazn il tema della ricerca dell’equilibrio economico. Solo considerando la Serie A c’è da tenere conto dei 700 milioni di euro di uscite annue per i diritti della Serie A – e con l’apporto di 50 milioni annui da Tim con cui ha rinnovato l’accordo per i prossimi 5 anni per fornire la app su Timvision oltre alla ottantina di milioni di pubblicità – contro gli 840 milioni nel triennio precedente, ma in tandem con Tim.

Il tutto mentre a livello global quello del 2022 (ultimo disponibile) è stato un bilancio chiuso dalla realtà che fa capo al magnate Len Blavatnik con una perdita sopra al miliardo (1,14 miliardi di euro). Il rosso però è inferiore del 46% rispetto ai 2,13 miliardi di euro circa persi nel 2021. E agli atti, nel frattempo, c’è un fatturato cresciuto del 41% che nel 2022 ha toccato quota 2,2 miliardi di dollari (circa due miliardi di euro) che ha visto un ritocco al rialzo evidentemente anche per l’incremento dei prezzi dei servizi in alcuni mercati, come quello italiano. Secondo Enders Analysis, questo del 2024 dovrebbe essere l’anno del breakeven su base mensile il prossimo anno e su base annuale nel 2025. Il tutto con ricavi che negli ultimi tre anni, sempre secondo le elaborazioni della società di analisi, sarebbero cresciuti rispettivamente del 79%, 41% e 45% fino ad arrivare a circa 3,2 miliardi di dollari nel 2023.

La lotta alla pirateria

In un’ottica di sistema la grande incognita (in questo caso positiva) è legata alla lotta alla pirateria audiovisiva. Che proprio lo scorso anno ha avuto una svolta con la nuova legge 93/2023 entrata in vigore a inizio agosto che dà ad Agcom poteri di intervento per oscurare i siti in 30 minuti dalla segnalazione degli aventi diritto. La piattaforma – che era stata messa a disposizione gratuitamente dalla Lega Serie A all’Autorità – è entrata in funzione.

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