Ddl Caccia, inizia l’esame del Colle: nel mirino la deregulation per i cacciatori. Il faro della Ue
Comincia oggi l’esame della legge alla Commissione Agricoltura della Camera. Barricate di opposizione e ambientalisti. Gli agricoltori invece difendono il provvedimento
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Il ddl di riforma della legge sulla Caccia (157/92) si avvia al suo rush finale. Oggi è previsto l’avvio dell’esame da parte della Commissione Agricoltura della Camera dopo il voto del Senato dello scorso 23 giugno. Intanto, crescono le voci di un faro puntato sul ddl da parte del Quirinale, in particolare, per verificare la compatibilità delle nuove norme con le direttive Ue Habitat e sulle regole sulla migrazione degli uccelli.
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Sul ddl l’attenzione anche del Quirinale
A quanto si apprende l’esame del ddl da parte degli uffici tecnici del Quirinale ancora non è iniziato. Ma ci sarà. E valuterà in particolare se – come denunciato da più parti – questa legge allarghi o meno i diritti dei cacciatori e – soprattutto – se sia compatibile con la normativa comunitaria.
Commissione Ue: seguiamo attentamente il ddl sulla caccia
Sul disegno di legge non c’è solo il faro del Colle. «La Commissione Europea sta seguendo attentamente il disegno di legge sulla caccia, approvato al Senato e ora all’esame della Camera, che aumenta le specie cacciabili, allunga i calendari venatori e amplia le aree in cui si può sparare alla selvaggina». Lo ha spiegato la portavoce dell’esecutivo Ue Anna-Kaisa Itkonen, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. Il provvedimento, dice Itkonen, «è ancora in fase di bozza. Siamo in contatto con le autorità italiane. Continuiamo a esserlo, ma per quanto riguarda un eventuale commento sulla legislazione relativa alla caccia, lo faremo solo dopo che l’iter legislativo in Italia sarà concluso. Tuttavia, è corretto affermare che stiamo seguendo attentamente la questione e che ne seguiremo gli sviluppi».
I punti critici del provvedimento
I punti critici sono quelli già più volte sottolineati dai partiti di opposizione, Avs e M5S in prima fila, che hanno chiesto insieme al Pd che il ddl venga assegnato anche alla Commissione Ambiente della Camera e che non hanno esitato a definire la legge “ddl sparatutto”. Si va dalla possibilità (affidata alle Regioni) di estendere i periodi dell’anno in cui è consentita l’attività venatoria, al rischio di estensione dei territori (da parte delle stesse amministrazioni regionali) in cui è possibile praticarla (che resta compreso tra il 20 e il 30% del territorio agro-silvo-pastorale della regione) fino al rischio di deregulation sulle specie protette nonché sull’utilizzo di richiami vivi, aspetto quest’ultimo che, secondo il fronte critico della legge, rischia di alimentare il traffico illegale di uccelli.
In particolare, le critiche al margine di manovra che verrebbe concesso alle regioni sulla definizione dei calendari venatori rischia, a parere di molti, di autorizzare la caccia nei periodi di riproduzione delle specie o peggio ancora di migrazione. Questi due aspetti in particolare sono suscettibili di rivelarsi in contrasto con le normative comunitarie in materia.








