Dea Capital Re, ecco le accuse di Bankitalia agli ex vertici sui rischi di riciclaggio
Il documento dell’Authority rileva carenze su azioni, funzioni e organizzazione. Si attende la nomina del nuovo amministratore delegato
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Accuse durissime per gli ex vertici della società di gestione Dea Capital Real Estate. Un atto che non lascia dubbi sulle carenze della normativa antiriciclaggio.
A metterlo nero su bianco è il documento elaborato dai cinque ispettori di Bankitalia che, dal 22 settembre al 12 dicembre 2025, hanno passato al setaccio verbali, regolamentazione interna e report gestionali di una fra le più grandi Sgr immobiliari italiane, che a fine giugno dello scorso anno gestiva 51 fondi, per un valore di asset under management di 11,7 miliardi.
Le accuse agli ex vertici
Nel verbale dell’ispezione, di cui Il Sole 24Ore è venuto in possesso, a proposito del rischio antiriciclaggio gli ispettori scrivono che «il Consiglio d’amministrazione non ha mostrato adeguata attenzione verso il rischio in esame». Eppure, dal registro delle segnalazioni di operazioni sospette (Sos) «sono emerse segnalazioni riferite all’operatività di 5 degli 8 nuovi fondi avviati dal 2022 (pari al 70% degli asset gestiti dai fondi istituiti nello stesso periodo) e a n. 12 disinvestimenti di cespiti (per valore di 600 milioni di euro circa, pari al 23% circa del totale) relativi in prevalenza a fondi di pregressa istituzione».
Nel registro Sos i rilievi dunque c’erano. «Il presidente del Cda e quello del Collegio sindacale – scrivono gli ispettori – non hanno mai svolto un esame del registro segnalazioni al fine di cogliere la rilevanza dei fenomeni ivi riportati».
Bollato come «inadeguato» il contributo dell’«amministratore delegato alla definizione di un quadro di regole interne idoneo ad assicurare un’adeguata partecipazione al processo delle varie Unità coinvolte».


