Di Stefano: «Imprese e formazione, un’alleanza forte e duratura»
Per il vice presidente di Confindustria l’asse tra pubblico e privato è la sfida cruciale per il Paese.
3' di lettura
3' di lettura
«La strada obbligata per il Paese è l’alleanza tra imprese e mondo della formazione. Un’alleanza che già è forte e duratura, ora deve decollare». È il messaggio che lancia Riccardo Di Stefano, vice presidente di Confindustria per l’Education e l’Open Innovation alla vigilia del secondo incontro tra Confindustria e Crui, la Conferenza dei rettori.
Chiedilo al Sole
Vice presidente, prosegue il dialogo università e imprese?
Un dialogo Crui-Confindustria costante in realtà, che negli ultimi mesi ha avuto un ulteriore stimolo per preparare questo secondo incontro congiunto, con l’avvio di gruppi di lavoro su temi strategici per il Paese. Oggi per il sistema produttivo, in particolare per un manifatturiero avanzato come il nostro, poter contare su un’università dinamica non è un semplice “auspicio”, ma una vera e propria priorità industriale. Le imprese affrontano transizioni senza precedenti e la velocità con cui un Paese produce competenze e trasferisce conoscenze determina direttamente la sua competitività globale. Un’università dinamica per le imprese significa innanzitutto allineamento e tempestività: capacità di formare i giovani sulle competenze del futuro (a partire dalle discipline Stem e dalle tecnologie abilitanti), riducendo il mismatch e accelerando l’ingresso dei talenti nel mondo del lavoro, stimolando anche la nascita di nuove imprese. Con la Ministra Bernini stiamo lavorando per una terza missione finalmente incisiva, misurabile e orientata all’impatto reale nei territori.
Sulle università quali sono stati i risultati del Pnrr e cosa succederà dopo?
Intanto vanno riconosciuti i risultati sui dottorati, che non nascono a caso visto che è stato uno dei primi temi di collaborazione Crui-Confindustria in passato: oltre 6mila dottorati innovativi e 9mila nuovi ricercatori che si uniscono a quelli che già ci sono diventano una massa critica che insieme dobbiamo valorizzare. Abbiamo dimostrato che sappiamo lavorare insieme e, per il dopo, dovremo farlo di più ad esempio sulle nuove imprese, in una logica open innovation, dove dobbiamo continuare a creare infrastrutture dedicate all’innovazione e interventi più netti per stimolare i capitali pazienti ad investire sulle startup che ci sono, per poi farne nascere di nuove. Così come dovremo rafforzare l’orientamento dei brevetti verso l’applicazione industriale e ampliare la partecipazione delle imprese alle commissioni brevetti, coinvolgendo non soltanto grandi imprese ma anche Pmi innovative.
Brand connect
Newsletter Scuola+
La newsletter premium dedicata al mondo della scuola con approfondimenti normativi, analisi e guide operative
Abbonati







