La parola al gestore: Valori Asset Management

«Il titolo Diageo ha un forte potenziale di ripresa»

«Le altre aziende interessanti sono Saint Gobain, Burberry e Nvidia»

Frederic Moeremans d’Emaus, senior equity portfolio manager di Valori Asset Management

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La prima parte dell’anno ha premiato soprattutto i titoli legati all’intelligenza artificiale. Ora, però, il mercato sembra entrare in una fase più selettiva, con un possibile ritorno dei settori value. Frederic Moeremans d’Emaus, senior equity portfolio manager di Valori Asset Management resta costruttivo sull’azionario, pur richiamando l’attenzione su inflazione, rendimenti obbligazionari elevati e tensioni geopolitiche. In questo scenario, diversificazione e stock picking tornano centrali.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Quale scenario si aspetta sui mercati azionari da qui alla fine dell’anno, dopo una prima parte del 2026 dominata dall’intelligenza artificiale?

La prima metà dell’anno è stata caratterizzata da una forte concentrazione tematica, incentrata sull’intelligenza artificiale e sul Capex a essa collegato, in particolare semiconduttori e hardware. La domanda di memorie, per esempio, ha superato ampiamente l’offerta, facendone lievitare i prezzi e spingendo l’indice Sox a un rialzo di circa il 100% da inizio anno. A luglio abbiamo però assistito a una forte correzione dei leader di mercato, nonostante un news flow ancora positivo. Il value è tornato in auge e riteniamo che i dubbi su un possibile picco delle aspettative di Capex possano alimentare ulteriormente questa rotazione. Occorrerà essere sempre più selettivi, ma restiamo costruttivi sull’azionario, considerata la notevole forza mostrata dal mercato nonostante i numerosi elementi di disturbo, compresi rendimenti obbligazionari così elevati.

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IL TITOLO IN BORSA

Andamento e volumi

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Negli Stati Uniti la fiducia dei consumatori si trova su livelli molto depressi. Quali fattori stanno pesando maggiormente?

La salute del consumatore americano — e non solo — è messa alla prova da tensioni geopolitiche persistenti, da prezzi dell’energia e da un’inflazione ancora elevati, che rappresentano una tassa occulta, e dal rischio di una politica monetaria troppo restrittiva: basti pensare al Treasury a 30 anni sui massimi degli ultimi quindici anni. È vero che l’andamento dei mercati ha generato un effetto ricchezza che ha in parte controbilanciato queste dinamiche.

IL CONFRONTO

Le quotazioni del titolo Diageo rispetto al mercato e al suo settore di riferimento. Base: 10/08/2023 = 100

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In Europa hanno dominato le banche, mentre negli Stati Uniti la tecnologia. È arrivato il momento di cambiare settori?

I “Magnifici 7” hanno perso parte del loro appeal: la crescita degli investimenti ne ha eroso la generazione di cassa e il maggiore ricorso al mercato del debito ha creato tensione sui rispettivi credit default swaps, indicatori principali della rischiosità nel settore del credito (Cds). La leadership è così passata, da marzo, a chi ha beneficiato di quella spesa. Oggi il segmento value è in grande spolvero e ci aspettiamo un recupero dei titoli con profili di crescita meno iperbolici, ma con un forte supporto valutativo. Tornare a diversificare, con un rigoroso stock picking, è d’obbligo. Quanto alle banche europee, nonostante il lungo rally hanno ancora vento in poppa: Npl ai minimi, tassi ancora elevati e politiche di efficientamento dei costi.

Quali indicazioni sono arrivate dai risultati del secondo trimestre?

Le società europee e americane continuano a mostrare crescita, sia a livello di ricavi sia di utili. All’interno dei “Magnifici 7”, però, una parte del risultato deriva da componenti non ricorrenti, come le rivalutazioni delle partecipazioni in società non quotate, che devono essere considerate nella valutazione della qualità degli utili.

Quale impatto potranno avere nei prossimi mesi le decisioni di politica monetaria della Bce e della Fed?

Sia la Bce sia la Fed hanno mantenuto un atteggiamento restrittivo, con una posizione molto cauta sull’inflazione. Queste scelte hanno spinto al rialzo i rendimenti di quasi tutte le curve a livello mondiale, con alcune — Regno Unito, Stati Uniti e Bund — su livelli che non si vedevano da molti anni. Riteniamo che tali livelli rappresentino un’ottima occasione di acquisto, perché a nostro avviso il mercato sconta politiche monetarie troppo aggressive, che potrebbero essere riviste nella seconda parte dell’anno.

Ha individuato notizie e indicatori ai quali i mercati potrebbero reagire di più?

A tutto ciò che potrà segnalare un picco del Capex, ai prezzi di petrolio e gas — a inizio anno si ipotizzava un range di 60-65 dollari, oggi siamo intorno agli 80 — soprattutto per l’Europa e, naturalmente, ai dati sul mercato del lavoro, che al momento non destano comunque preoccupazione. Saranno quindi importanti anche le indicazioni delle imprese sui programmi di investimento.

I COMPARABLES

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In questo scenario più selettivo, quali sono i titoli che ritenete più interessanti?

In Francia Saint-Gobain: un ottimo mix di ricavi, ma con un profilo molto energivoro, quindi occorre prestare attenzione al prezzo del petrolio. In caso di discesa dei tassi potrebbe beneficiare, come derivata seconda, di una ripresa del settore delle costruzioni. Nel Regno Unito — Burberry e Diageo: la prima, attiva nel lusso accessibile, non è più una scommessa binaria sulla sopravvivenza ma un turnaround ormai avviato. La seconda è un tipico caso di titolo caduto in disgrazia: valutazioni sui minimi , nonostante il recente recupero, dividendo fortemente ridotto e debito elevato, pari a circa 3,4 volte il rapporto tra debito netto ed Ebitda, ma il nuovo amministratore delegato sembra avere le idee chiare. Con un P/e intorno a 12 volte, il profilo rischio-rendimento ci sembra interessante. Negli Stati Uniti — Nvidia: resta l’attore strategico su cui si è costruita l’infrastruttura dell’AI. Negli ultimi cinque anni ha registrato una crescita dei ricavi a doppia-tripla cifra, mantenendo un margine lordo intorno al 75%. A differenza di altri semiconduttori ha partecipato solo parzialmente al rally del comparto e, alla luce dei risultati riportati, i suoi multipli si sono compressi sui livelli più bassi dell’ultimo decennio.

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