Dietro le quinte della F1: il racconto di un Gran Premio grazie al supporto di AWS
Ogni monoposto di Formula 1 ha tra i 200 e i 300 sensori che raccolgono più di un milione di dati al secondo. Molti di questi dati vengono raccolti ed elaborati da Amazon Web Services e mostrati al pubblico attraverso gli F1 Insights con l’obiettivo di supportare la Formula 1 nella sua crescita globale. Con Adrian De Luca, Director of Cloud Acceleration in AWS, analizziamo la partnership tra il Circus e il colosso del cloud computing
6' di lettura
6' di lettura
Fin dall’acquisizione nel 2016, Liberty Media ha tracciato una rotta precisa: trasformare la Formula 1 in uno sport autenticamente globale, intercettando nuove fasce di pubblico e nuove generazioni. È proprio per accelerare questa transizione che nel 2018 prende il via la partnership con Amazon Web Services. Grazie anche all’infrastruttura di AWS, il volto del motorsport è cambiato: oggi il 42% degli spettatori è donna – un primato assoluto nel mondo dello sport – e il 43% ha meno di 35 anni. Numeri che avvicinano a grandi passi il traguardo finale: raggiungere un miliardo di appassionati entro il 2027.
Chiedilo al Sole
Avere un pubblico eterogeneo crea una sfida per il management dello sport: rendere i Gran Premi interessanti per tutti diventa sempre più complesso. Infatti, i fan hanno preferenze molto diverse tra loro in termini di modalità di seguito della gara, con una divisione tra il pubblico più tradizionale, affezionato a seguire tutto il Gran Premio in diretta televisiva, e gli under 35 che preferiscono guardare contenuti più brevi della gara e incentrati sui loro piloti preferiti: «In Formula 1 abbiamo Louis Vuitton e molti marchi di moda , quindi ci sono fan che si appassionano per ciò che indossano i piloti o gli sponsor... Ci sono persino fan che non guardano affatto la gara!», rivela Adrian De Luca, Director of Cloud Acceleration in AWS.
Si ribalta per tanto la prospettiva rispetto alla tradizione, ovvero non sono i tifosi a seguire lo sport ma lo sport stesso, in qualche modo a rincorrere i tifosi. Tutto ciò avviene per esempio puntando su circuiti in Paesi promettenti in termini di crescita, cambiando le regole per mantenere l’equilibrio competitivo, oppure migliorando la visione delle gare, “democratizzando” la visione di uno sport che a livello di comprensione ingegneristica è per pochi. A tal proposito è stata creata la F1 TV che, tra le diverse funzionalità, permette la visione di highlights mirati e aumenta l’attenzione alla creazione di contenuti sui social media: «AWS non supporta solo la trasmissione delle immagini ma anche come i fan interagiscono tramite F1 TV o il sito web».
La sfida narrativa di un Gran Premio e l’opportunità identificata da AWS
La principale sfida nel raccontare tutto quello che succede in pista durante il weekend di gara è la dispersione dell’azione su più chilometri e con battaglie che avvengono contemporaneamente in punti diversi del circuito. «Quando si guarda al motorsport, rispetto a uno sport con la palla, pensiamo al calcio o al basket, la situazione è molto diversa. In uno sport con la palla, per un broadcaster, il modo in cui si costruisce la narrazione è seguire la palla. La Formula 1 e il motorsport sono molto più complessi», spiega De Luca. «Prima di tutto, il campo di gara è lungo diversi chilometri e ci sono 22 macchine che corrono tutte su un circuito molto ampio. A differenza di uno sport con la palla, dove la competizione avviene in un unico punto, in Formula 1 la competizione si sviluppa in più punti contemporaneamente. Può esserci una battaglia tra il primo e il secondo pilota, ma allo stesso tempo qualcosa di interessante può accadere tra il sesto e il settimo, o anche più indietro».
A livello operativo, tutto questo viene svolto considerando che i dati devono essere trasformati in una narrazione in diretta televisiva che deve essere comprensibile per tutti i diversi spettatori del Gran Premio.








