Attacco con un drone a base italiana in Kuwait, nessun ferito. Tajani: «Non ci faremo intimorire»
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano: un drone ha colpito uno shelter nella base di Ali Al Salem, all’interno del quale era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, andato distrutto. Il ministro della Difesa Crosetto: «Il personale militare presente non è stato coinvolto nell’attacco»
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«Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita capacità e personale americano e italiano, è stata oggetto di un attacco con drone che ha colpito uno shelter, all’interno del quale era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, andato distrutto». A comunicare la notizia è stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, in un post su X pubblicato alle 14:27.
Il drone Predator
Il drone distrutto, un MQ-9A REAPER “Predator-B” del valore di 34 milioni, era utilizzato nell’operazione “Prima Parthica” sotto il comando del colonnello dell’Aeronautica militare Marco Mangini. Era utilizzato per missioni di sorveglianza, ricognizione e raccolta informativa nelle attività della Coalizione finalizzate alla sconfitta dell’Isis.
«Il velivolo colpito - ha sottolineato lo stesso Portolano nel post - costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni. La situazione è costantemente monitorata dal Capo di Stato maggiore della Difesa e dal Comando Operativo di Vertice Interforze, che mantengono un contatto continuo con i contingenti sul terreno».
Tajani: «Rafforzamento missione Aspides»
«Nessun rischio e nessun problema per i nostri militari», ha dichiarato a Tg4 Diario della domenica il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Non ci facciamo intimorire, manterremo fede agli impegni internazionali», ha aggiunto.
Inoltre, il titolare della Farnesina ha spiegato che «domani (lunedì 16 marzo, ndr) a Bruxelles ribadirò la necessità di una posizione comune» da parte dell’Europa in merito al conflitto fra Iran, Usa e Israele. «Tutto quello che va fatto in questa fase deve essere coordinato sempre con l’Ue - ha aggiunto - tanto è vero che saremo pronti a sostenere il rafforzamento della missione Aspides nel Mar Rosso». Infine ha aggiunto che «nessun Paese europeo ha dato disponibilità militare per forzare Hormuz».








