Università: salute, digitale, green e AI. In arrivo 158 nuove lauree
In attesa dell’ok formale dell’Anvur e del Mur le università lanciano l’offerta formativa per il 2026/27: accanto a proposte multidisciplinari resistono cultura e arte
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I punti chiave
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Era dai tempi dell’immediato post-Covid che non si vedeva un interesse così accentuato dei rettori italiani per la salute in generale. Tant’è che l’offerta di nuove lauree all’orizzonte per l’area sanitaria supera perfino il green e il digitale che negli ultimi anni avevano fatto sempre il pieno di consensi. A confermarlo è la mappa dei 158 corsi universitari proposti per l’anno accademico 2026/27, che hanno ottenuto nei mesi scorsi il via libera del Consiglio universitario nazionale (Cun) e che sono in attesa dell’ok dell’Anvur e del Mur. Nonostante manchi l’ultimo passaggio formale gli atenei hanno già iniziato a comunicare urbi et orbi le novità dei loro piani di studio. Sperando di intercettare l’interesse degli ultimi indecisi che hanno appena portato a termine la maturità e non ancora pianificato il loro futuro.
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La fotografia generale
Il primo elemento degno di nota è che con i 158 corsi in rampa di lancio il menù di scelte a disposizione degli studenti scavalla quota 5.900 corsi complessivi tra novità, modifiche e aggiornamenti. In questa sede ci soffermiamo solo sulle prime, evidenziando subito un paio di elementi generali.A partire dal fatto che 55 proposte di attivazione riguardano una laurea triennale, 101 una magistrale o a ciclo unico e due una professionalizzante. Oppure che solo in quattro casi l’ateneo patrocinante è telematico e in 22 invece è privato, incluse le quattro lauree del Campus biomedico di Roma, le tre di Humanitas e una a testa di Luiss (Data science e Management), Bocconi (Diritto globale per le organizzazioni, le imprese e le istituzioni) e Cattolica (Psicologia clinica e della salute: dall’ospedale al territorio). Ciò significa che le restanti 132 riguardano un’istituzione statale.
Quanto alle modalità di erogazione prevale quella convenzionale con 130 nuove voci. Appena cinque invece quelle integralmente a distanza, di cui tre nelle telematiche e due (Economia aziendale e management a Cagliari ed Economia aziendale a Milano Statale) nelle università fisiche. Queste ultime monopolizzano anche l’offerta prevalentemente a distanza, con 12 proposte sulle 13 complessive (a cui si aggiunge la sola Ingegneria industriale e dell’innovazione di Mercatorum) e quella mista online/fisica, dove fanno dieci su dieci.
Se ci spostiamo sulle aree di studio più gettonate arriva un primo segnale del ritrovato interesse dei nostri atenei per la salute con ben 152 corsi afferenti le scienze mediche (inclusa l’interclasse in Scienze, tecniche e management dello sport e delle organizzazioni sportive che è condivisa con l’ambito delle Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche). Per capirci il secondo gruppo più nutrito (Ingegneria industriale e dell’informazione) si ferma a 17 titoli.
Il boom della salute
Passando alle parole chiave delle nuove lauree la famiglia sanitaria vanta 25 proposte di attivazione. Otto volte si parla espressamente di «salute» e in 13 di sanità, più una doppia Medicina (a Firenze e, in versione Medtech, a Padova) e un altro bis in Veterinaria (alla Federico II di Napoli e alla Link campus). Se nel computo includiamo le 32 nuove Scienze infermieristiche il comparto sanitario stravince con 57 titoli.
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