Commissione Ue

Direttiva dividendi e giudici onorari, l’Ue contesta all’Italia la mancata attuazione

Per l’Italia due lettere di messa in mora e due pareri motivati

BERLAYMONT  SEDE COMMISSIONE EUROPEA  BANDIERE  BANDIERA  UNIONE EUROPEA  UE

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Sono quattro le azioni legali contro l’Italia decise dalla Commissione europea all’interno del pacchetto di decisioni di infrazione pubblicato l’8 luglio 2026.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Emissioni acustiche

Il primo parere motivato riguarda la mancata trasposizione nella legislazione nazionale della Direttiva Ue 2024/2839 sulla riduzione degli obblighi di reporting per gli Stati membri e per gli operatori economici in svariati campi. La Direttiva, infatti, semplifica la comunicazione in quattro settori: emissioni acustiche ambientali, alimenti, diritti dei pazienti e apparecchiature radio.

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Il caso citato dal pacchetto pubblicato sul sito della Commissione riguarda le emissioni acustiche delle attrezzature pensate per uso all’aperto, rispetto a cui la Direttiva dettaglia appunto quali obblighi di comunicazione decadano. I Paesi che, come l’Italia, non hanno notificato alcuna misura e hanno ricevuto prima una lettera di messa in mora e ora un parere motivato sono Croazia, Austria, Portogallo e Romania. Se entro due mesi questi Stati non avranno affrontato le questioni poste dalla Commissione potranno essere deferiti alla Corte di giustizia e subire sanzioni economiche.

Condizioni magistrati onorari

Il secondo parere motivato ha per oggettole condizioni dei magistrati onorari già in servizio al 15 agosto 2017, che per ottenere un contratto a tempo indeterminato devono rinunciare ai diritti maturati durante il precedente servizio onorario. La Corte di giustizia ha stabilito che questo principio viola il diritto comunitario e la Commissione ha identificato un trattamento discriminatorio rispetto ai diritti previsti per i lavoratori part time o a tempo determinato. Anche in questo caso, l’Italia ha due mesi per rispondere e sanare la situazione. Se questo non accadrà, la Commissione potrà prendere la decisione di deferire il caso alla Corte di giustizia Ue.

Lettere di messe in mora su tassazione dividendi e pesca

La prima lettera di messa in mora, invece, ha per oggetto il mancato allineamento alla Direttiva Ue 2011/96, nota come «Direttiva madre figlia», che elimina la doppia tassazione dei dividendi all’interno dei gruppi che operano in più Stati. La normativa italiana, come anche quella tedesca e quella francese, secondo la Commissione tassa questi dividendi più volte di quanto consenta la Direttiva. Questa normativa fiscale nazionale crea frammentazione sulla tassazione e danneggia la competitività e gli investimenti delle aziende medio-grandi che operano nel mercato unico. Italia, Francia e Germania avranno due mesi per correggere le carenze, ma se le risposte non saranno soddisfacenti la Commissione potrà inviare un parere motivato.

La seconda lettera di messa in mora, infine, deriva dalla mancata adozione di alcune delle misure previste dal «Piano d’azione per il controllo della pesca» concordato con la Commissione nel 2019. Le azioni non ancora completate sono, ad esempio, la validazione dei dati, la verifica della potenza dei motori dei pescherecci e il monitoraggio delle note di vendita. All’Italia, infine, viene contestata anche la mancata applicazione del principio di leale cooperazione per non aver fornito alcune informazioni richieste dalla Commissione. Anche in questo caso, l’Italia ha due mesi di tempo per rispondere alla Commissione e intervenire per evitare l’invio di un parere motivato.

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