Discovery Italia, la Tv si assesta ma il 2025 chiude in utile
Cinema e licensing in calo ma anche Warner Bros Entertainment fa profitti
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La televisione tradizionale conserva forza editoriale anche se arretra nei ricavi. Il cinema e la distribuzione dei contenuti stanno dal canto loro già vivendo il nuovo ordine imposto dallo streaming. I bilanci italiani di Warner Bros Discovery, in quello che potrebbe essere l’ultimo anno da “single”, prima di entrare a far parte di Paramount Skydance a livello global, raccontano due facce della stessa trasformazione: Discovery Italia, la società dei canali Tv, attraversa un anno di rallentamento senza perdere redditività; Warner Bros Entertainment Italia, che gestisce cinema, licensing, home video e videogiochi, paga invece il costo della migrazione verso il nuovo modello distributivo costruito attorno a Hbo Max. In entrambi i casi il risultato resta comunque positivo.
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La vecchia televisione continua, dunque, a dimostrare di sapersi difendere. Il bilancio appena pubblicato segnala che Discovery Italia, che riunisce i canali Tv del gruppo – da Nove a Real Time, da Dmax a Food Network - chiude il 2025 con un valore della produzione di 255,8 milioni di euro, in calo dell’8% rispetto all’anno precedente. La frenata nasce soprattutto dalla pubblicità, che scende del 4,1% – anche come portato dell’effetto “risacca” di Amadeus, operazione non andata proprio secondo i desiderata – e dalla riduzione delle attività di servizio infragruppo. Eurosport e Hbo Max restano fuori dal perimetro della società.
L’utile si riduce da 45,1 a 19,4 milioni di euro, ma il dato racconta solo una parte della storia. A incidere è anche il nuovo criterio di contabilizzazione delle royalties, che aumenta significativamente il peso dei costi. Il modello industriale, comunque, resta resiliente. La realtà guidata in Italia da Alessandro Araimo conserva la terza posizione fra gli editori italiani con l’8,9% di share, mentre “Nove” (la rete free ammiraglia del gruppo) firma il miglior risultato della propria storia. La decisione finale dunque è per «la distribuzione integrale dell’utile d’esercizio pari a Euro 19.409.043, oltre all’ulteriore distribuzione di riserve del patrimonio netto per un ammontare complessivo di Euro 200 milioni» alla controllante Discovery Communications Europe.
Quanto a Warner Bros Entertainment Italia. è la società in cui convivono le attività di distribuzione cinematografica, content licensing, home video, videogiochi e consumer products: attività che oggi stanno ridisegnando i propri equilibri intorno alle piattaforme streaming.
I ricavi scendono da 150,4 a 113,7 milioni e l’utile passa da 9,9 a 2,6 milioni di euro. La flessione è concentrata soprattutto nel licensing, dove pesa il nuovo assetto distributivo dei contenuti dopo l’arrivo di Hbo Max in Italia. Il cinema limita invece i danni grazie ai risultati di “A Minecraft Movie” e “The Conjuring”, mentre Home Video e Games riflettono mercati ormai strutturalmente più deboli.


