Disturbi del sonno, ansia e ostacoli: l’invalidità costa oltre 4.200 euro a paziente
Il 50% dei pazienti occupati perde giornate lavorative, il 63% lavora con produttività ridotta e il 45% riceve supporto dai caregiver
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Sono oltre 190mila gli italiani che vivono con l’orticaria cronica spontanea (CSU) nelle sue forme moderate e gravi , una malattia infiammatoria di origine autoimmune, che colpisce le donne con una frequenza doppia rispetto agli uomini e si manifesta tra i 20 e i 40 anni. La CSU pesa sulla qualità di vita dei pazienti, che vivono disturbi del sonno, sperimentano ansia e depressione, affrontano ostacoli quotidiani nel lavoro e nella socialità. A svelare i costi nascosti della patologia è lo studio italiano pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Global & Regional Health Technology Assessment1, che ha coinvolto 122 pazienti, di cui oltre il 70% con una forma grave di malattia e un’età media di circa 46 anni. L’analisi ha coinvolto esperti economisti, insieme all’Associazione Ricerca Cura dell’Orticaria (ARCO) e a Novartis, azienda leader nell’innovazione in ambito farmaceutico, impegnata al fianco di tutti gli attori del sistema Paese per dare nuove risposte a chi vive con malattie complesse, come quelle immunologiche.
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Costi fino a 5.200 euro per paziente
I risultati rivelano che ogni anno i costi indiretti della CSU raggiungono in media i 4.200 euro per paziente e per le forme più gravi arrivano ai 5.200 euro, dovuti in buona parte alla perdita di giornate lavorative (50%) e a una produttività ridotta (63%) a causa dei sintomi debilitanti della CSU.
I risultati dell’indagine si aggiungono a quanto rilevato dal precedente studio osservazionale retrospettivo effettuato su database sanitari, che ha preso in esame circa 5,5 milioni di assistiti/anno tra il 2016 e il 2021, individuando e analizzando 1.707 pazienti con nuova diagnosi di CSU e età media di 36 anni. Secondo l’indagine nel primo anno dalla diagnosi, quasi il 17% dei pazienti aveva avuto in media 1,6 ricoveri ospedalieri, circa 8 su 10 pazienti avevano effettuato in media 2,4 accessi al pronto soccorso e 3 visite specialistiche nel corso dell’anno, a dimostrazione del peso della malattia in termini di ricorso a servizi sanitari, con un costo diretto medio annuo di circa 1.900 euro per paziente a carico del Ssn.
L’impatto socio-economico della patologia
A contribuire all’impatto socioeconomico della CSU sono anche i costi a carico dei pazienti, che secondo lo studio ammontano a una spesa media di circa 500 euro, tra visite ed esami, farmaci e altri costi associati al percorso di cura. Un onere economico che si aggiunge a quello assorbito dal Servizio Sanitario Nazionale.
L’indagine ha visto la partecipazione di esperti economisti, tra cui la Chiara Bini, autrice principale della pubblicazione scientifica e ricercatrice presso il CEIS-EEHTA, facoltà di Economia, Università di Roma Tor Vergata, che commenta: “Di fronte a una malattia debilitante e spesso sottovalutata come l’orticaria cronica spontanea diventa prioritario analizzare la spesa che grava direttamente sui pazienti e su tutta la comunità, per comprendere a fondo il reale impatto sociale ed economico che ci troviamo davanti. Questo studio ha rilevato quanto la CSU sia una sfida sociale che merita attenzione e impegno, a beneficio dei pazienti e di tutta la società”.

