Donazioni in Italia: oltre 500 milioni di euro, ma restano le differenze
Astolfi 15.70 analizza i nuovi trend. Il 5x1000 ottiene il numero più alto di preferenze mai registrato. Al Nord si dona più del doppio rispetto al Sud Italia
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Crescono i volumi economici delle donazioni, ma calano i donatori formali: sempre più italiani scelgono canali diretti, digitali e relazionali. Nel 2024 il 5x1000 segna un record di preferenze, ma resta limitato da un tetto di spesa.
È quanto emerge dall’analisi realizzata da Astolfi 15.70, realtà specializzata in consulenza strategica per il fundraising e la comunicazione sociale. Sono stati aggregati i dati provenienti dalle principali fonti nazionali del settore – BVA Doxa, Istituto Italiano della Donazione (IID) e Assif – per tracciare lo stato dell’arte e i nuovi scenari della cultura del dono in Italia.
«Il quadro che emerge è chiaro: la generosità non è in crisi, ma sta cambiando forma. Stiamo vivendo una trasformazione profonda del legame fiduciario e delle modalità con cui questo prende vita. Le donazioni scorrono oggi lungo canali più agili, trasparenti e diretti, sempre più orientati al digitale. Ma, al di là degli strumenti, ciò che muove davvero questo flusso è il valore della relazione», spiega Natascia Astolfi, responsabile di Astolfi 15.70.
I dati economici in evidenza
Dalla pubblicazione della lista dei soggetti beneficiari del 5×1000 per l’anno finanziario 2024, i dati delineano un quadro significativo. Oltre 18 milioni di contribuenti hanno espresso una preferenza, il numero più alto mai registrato da quando è stato introdotto questo strumento. Le stime indicano circa 574 milioni di euro destinati agli enti non profit, con un incremento tangibile rispetto all’anno precedente.
Tuttavia, è utile ricordare che, dal 2021, la normativa prevede un tetto massimo di spesa pari a 525 milioni di euro. Di conseguenza, anche in presenza di un aumento delle preferenze, la cifra effettivamente redistribuita risulta inferiore.







