Internazionalizzazione

Dottorato in Peace Studies coordinato dalla Sapienza, 345 candidature

Domande da 35 Paesi, dall'Afghanistan allo Zimbabwe. Punto di riferimento accademico per l'analisi e trasformazione non-violenta dei conflitti, la mediazione e la promozione di una cultura della pace. Il Dottorato è promosso dalla Rete delle Università italiane per la Pace (RUniPace) e coordinato dall'ateneo di Roma

 Reuters

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Venerdì 3 luglio si sono chiuse le candidature al 42° ciclo del Dottorato di ricerca nazionale in Peace Studies. Il programma, che vede la collaborazione di un ampio network di università italiane e istituzioni di rilievo internazionale, si conferma come il punto di riferimento accademico per l'analisi e trasformazione non-violenta dei conflitti, la mediazione e la promozione di una cultura della pace. Il Dottorato è promosso dalla Rete delle Università italiane per la Pace (RUniPace) e coordinato da Sapienza.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Un successo che si consolida con 345 domande di partecipazione provenienti da 35 Paesi di tutto il mondo. Oltre all'Italia, che detiene la maggioranza delle candidature, si annoverano aspiranti provenienti da vari Paesi: Afghanistan, Albania, Azerbaigian, Bosnia, Bulgaria, Canada, Colombia, Corea, Eritrea, Gabon, Grecia, Guinea, Honduras, Nord Macedonia, Marocco, Messico, Nepal, Serbia, Zimbabwe, Argentina, India, Iraq, Pakistan, Romania, Siria, Ucraina, Polonia, Turchia, Brasile, Egitto, Palestina, Uzbekistan, Cina, Russia e Iran.

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Il curriculum più gettonato

Il curriculum che raccoglie il maggior numero di domande è Memoria, Identità, Religioni e pace con 79 candidature, seguito dal curriculum Tecnologia, sostenibilità e pace con 63 candidature.
“Sapienza accoglie con soddisfazione e con profonda speranza nel futuro l'ampia partecipazione al Dottorato nazionale in Peace Studies, promosso da RUniPace e coordinato dal nostro Ateneo. Le 345 candidature provenienti da 35 Paesi raccontano una domanda di formazione e di conoscenza che attraversa confini, culture e generazioni. Di fronte alle crisi globali che stiamo vivendo, le università sono chiamate a riaffermare il proprio ruolo di spazio aperto, inclusivo e plurale, nel quale il dialogo, il rigore scientifico e il confronto tra saperi possano contribuire alla costruzione di una pace giusta e duratura. Sapienza ha fortemente voluto questo percorso perché crede che la pace debba essere anche oggetto di studio, ricerca, formazione e responsabilità civile. Il nostro auspicio è poter ampliare sempre di più il numero delle borse, offrendo nuove opportunità a studentesse e studenti provenienti da tutto il mondo e contribuendo a formare nuove generazioni di costruttrici e costruttori di pace” ha dichiarato Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza.

Un grande incoraggiamento

Per Enza Pellecchia, coordinatrice nazionale della Rete delle Università Italiane per la pace, “l'alto numero di candidature è un grande incoraggiamento per RUniPace: in un momento storico in cui la forza sembra essere l'unico modo per stabilire le regole di convivenza centinaia di giovani desiderano mettere intelligenza, creatività e rigore scientifico al servizio della costruzione della pace. La loro scommessa ci investe di una grande responsabilità, faremo ogni sforzo per essere all'altezza di questi giovani studiosi”.

Diventare architetti di pace

Marco Mascia, co-coordinatore di RUniPace, sottolinea come “la scelta di così tanti giovani di diventare architetti di pace costituisca la risposta più significativa, l'antidoto alla cultura della violenza e della guerra che sta imperversando in Italia, in Europa e nel mondo. Rappresenta altresì le premesse per lo sviluppo dei Peace Studies in Italia. La sfida che si apre è ambiziosa: fare in modo che la pace diventi una categoria fondamentale del sapere accademico italiano, con la stessa dignità di cui godono altre discipline. Un potenziale trasformativo enorme non solo per l'università ma anche per la società e la politica”.

Impegno didattico e civile

Per il coordinatore nazionale del Dottorato, Alessandro Saggioro (Sapienza Università di Roma), “il Dottorato è frutto di un lavoro di gruppo straordinario, in cui un alto numero di università contribuisce con il prezioso supporto scientifico dei propri docenti e mettendo a disposizione strutture e risorse per realizzare un progetto tanto nuovo quanto necessario: elaborare nuove prospettive di analisi e comprensione delle vie scientifiche che si riferiscono alla pace. Accanto all'impegno didattico e scientifico vi è quello civile: studiamo la pace perché possa diventare valore e progetto condiviso dell'umanità.”
Il Dottorato offre in tutto 34 borse di studio a tema vincolato o generico, finanziate dalle Università e da enti partner, fra cui si segnalano l'Istituto buddista Italiano Soka Gakkai, la Caritas, la Fondazione “Bruno Kessler” di Trento.

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