Dottore, ma è vero che posso usare le lenti a contatto al mare e in piscina?
Il team dei dottori e degli esperti anti-bufale dell’Ordine nazionale dei medici risponde ai principali dubbi sulla salute
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I punti chiave
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Le lenti a contatto sono tra i dispositivi medici più diffusi al mondo. Con l’arrivo della bella stagione, molti si chiedono se sia davvero rischioso tuffarsi in mare o in piscina senza toglierle. La risposta degli esperti è chiara: l’acqua e le lenti non devono entrare in contatto. Capire il perché aiuta a fare scelte più consapevoli, soprattutto quando si è in vacanza e si vorrebbe evitare di portare occhiali da vista.
Chiedilo al Sole
Dottore, cosa c’è di pericoloso nell’acqua del mare o della piscina se porto le lenti?
Occhialini da nuoto appoggiati a bordo piscina, alternativa più sicura alle lenti a contatto durante il bagno.Il problema principale è che l’acqua – qualunque acqua – non è sterile. Contiene microrganismi di vario tipo che, a contatto con l’occhio, possono causare infezioni. Le lenti morbide in particolare, a contatto con l’acqua, si deformano, si gonfiano e possono aderire alla cornea, provocando piccole abrasioni. Queste microlesioni facilitano l’ingresso dei germi nell’occhio.
Tra i microrganismi presenti nell’acqua, il più temibile per chi porta le lenti a contatto è un parassita chiamato Acanthamoeba. Si trova nell’acqua dei laghi, del mare, delle piscine e persino nell’acqua del rubinetto, ed è in grado di causare una forma grave di infezione della cornea chiamata cheratite da Acanthamoeba. Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2025 sulla rivista Ophthalmology, che ha analizzato 105 studi condotti tra il 1987 e il 2022, stima che nel 2023 si siano verificati nel mondo circa 12.950 casi di questa infezione [3]. Tra l’85% e il 90% dei casi colpisce persone che portano lenti a contatto.
Nonostante i rischi documentati, l’esposizione delle lenti all’acqua durante le attività quotidiane o ricreative non è rara: una revisione della letteratura pubblicata nel 2019 ha evidenziato che questo dipende in parte dalla scarsa consapevolezza dei portatori di lenti, ma anche da messaggi contraddittori tra diversi enti e dall’uso diffuso di immagini acquatiche nei materiali di marketing di questi dispositivi, che possono generare confusione.
Dottore, ma se la piscina è clorata, il rischio non è minore?
Mano che tiene una lente a contatto accanto al portalenti, simbolo della corretta gestione e conservazione delle lenti.Il cloro riduce la quantità di microrganismi presenti nell’acqua, ma non basta a eliminare il rischio. L’Acanthamoeba, quando le condizioni ambientali diventano sfavorevoli – come l’esposizione a sostanze chimiche disinfettanti – è in grado di trasformarsi in una forma dormiente, la cisti, che ha una parete a doppio strato e resiste ai trattamenti disinfettanti. Questo significa che anche in una piscina ben mantenuta il parassita può sopravvivere e venire a contatto con le lenti.







