Ucraina e guerra ibrida

Ucraina, identificati sospetti del tentato attacco a Lipsia. Norvegia sequestra una nave russa su richiesta dell’Ucraina

La Germania ha le prove della regia russa dietro gli episodi del 4 agosto. Putin rispedisce le accuse al mittente

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il segretario generale della Nato Mark Rutte parlano degli attacchi ibridi russi a Lipsia REUTERS

8' di lettura

English Version

8' di lettura

English Version

La tensione fra Berlino e Mosca, palpabile da settimane, sfocia in quello che ormai è scontro aperto. La Germania ha adesso le prove che, dietro gli attacchi con i droni bomba di Lipsia, ci siano i russi. A seguito dell’attacco con un drone all’aeroporto di Lipsia/Halle, gli investigatori hanno identificato due sospetti con legami con la Russia. Come riportano la Sueddeutsche Zeitung, la Ndr e la Wdr, si tratta di un uomo di origine russa con passaporto lettone e di un uomo bielorusso con passaporto russo.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Dura la reazione dell’alta rappresentante Ue Kaja Kallas, che ha dichiarato: «Anche oggi, durante la discussione sull’Ucraina, molti hanno sottolineato che dobbiamo davvero limitare il rilascio dei visti turistici (per cittadini russi e bielorussi, ndr)». Kallas ha anche annunciato che l’Ue sta lavorando al più ampio pacchetto di nuovi inserimenti nelle liste delle sanzioni contro la Russia. «Stiamo lavorando su 1.600 inserimenti mirati in maniera molto specifica al complesso militare russo, in modo da interrompere realmente le catene di approvvigionamento», ha spiegato.

Loading...

I due sospettati del tentato attacco

Uno dei due sospettati, quello con cittadinanza bielorussa, era già noto alle autorità per reati commessi nei Paesi baltici. Le autorità tedesche avrebbero ricostruito i suoi spostamenti, e il suo ingresso nello spazio Schengen sarebbe avvenuto utilizzando un visto turistico rilasciato dalle autorità italiane a Minsk alla fine di aprile. Lo riporta Tageshau citando Ndr, Wdr e Sueddeutsche Zeitung.

In merito a questa informazione, l’alto rappresentante Ue Kallas ha sottolineato: «Spetta ovviamente alle autorità tedesche confermare o smentire questa notizia, ma se fosse vera, dimostrerebbe molto chiaramente che i visti sono uno strumento utilizzato da coloro che cercano di danneggiare l’Unione Europea». Secondo le ultime informazioni, comunicate da fonti di sicurezza, il cittadino bielorusso coinvolto non sarebbe mai transitato per l’Italia. Sono comunque in corso, sottolineano le stesse fonti, ulteriori verifiche e approfondimenti.

Il secondo uomo avrebbe invece svolto il ruolo di responsabile della logistica e istruttore dell’operazione. Secondo i media tedeschi, sarebbe entrato in Germania alla fine di luglio attraverso l’aeroporto di Berlino-Brandeburgo, per poi raggiungere la Sassonia con un’auto a noleggio. Due giorni prima del fallito attacco avrebbe lasciato nuovamente il Paese in aereo. Secondo le prime informazioni, due individui sono stati identificati grazie a diverse tracce di Dna rinvenute sul luogo dell’attacco e nelle aree circostanti l’aeroporto. Gli investigatori avrebbero trovato elementi biologici su un drone, all’interno di una lattina contenente esplosivo e su un’antenna fissata a un albero nelle vicinanze dello scalo. Gli investigatori ritengono inoltre che nell’operazione possano essere stati utilizzati più droni di quanto inizialmente noto. Finora sono stati rinvenuti tre velivoli, integri o in parte.

Inoltre, il governo di Friedrich Merz ha annunciato una serie di misure di rappresaglia: la chiusura del consolato generale a Bonn dal 18 settembre, la risoluzione del contratto con la controversa Casa russa di Berlino (ritenuta un covo di spie), l’aumento della pressione sulla flotta ombra.

Mosca risponde alle accuse e minaccia una reazione

In risposta alle misure tedesche, l’incaricato d’affari della Germania a Mosca è stato convocato oggi al ministero degli Esteri «in seguito alle azioni e dichiarazioni anti-russe delle autorità tedesche di ieri». Lo ha reso noto lo stesso dicastero, che ha anche preannunciato «una dura reazione» alla decisione annunciata ieri da Berlino di chiudere il consolato russo a Bonn e la Casa Russia a Berlino. «La parte russa respinge categoricamente le accuse completamente infondate mosse da Berlino riguardo al coinvolgimento della Russia nel presunto incidente all’aeroporto di Lipsia», afferma il ministero in un comunicato, in cui si accusa la Germania di avere «deliberatamente lanciato una vera e propria provocazione, il cui scopo era quello di inasprire le relazioni russo-tedesche».

In precedenza era già intervenuta la portavoce del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov: «Reagiremo a tutte le decisioni antirusse della Germania», ha minacciato Maria Zahrakova. «E saranno risposte devastanti» nel caso di «folli avventure antirusse» nel Baltico. Un avvertimento diretto non solo a Berlino, ma a tutta l’Europa e all’Alleanza Atlantica.

La dura reazione di Ue e Nato a fianco dei tedeschi e contro la guerra ibrida di Mosca lascia infatti intravedere una escalation senza precedenti. In serata arriva poi l’affondo del presidente russo Vladimir Putin, convinto che le accuse di Berlino alla Russia siano legate alla «situazione politica interna» in Germania. «Il cancelliere non gode della fiducia della popolazione, hanno fatto errori evidenti in campo economico», ha affermato Putin, aggiungendo che la Germania non ha prove di una guerra ibrida russa. A fargli eco l’ambasciatore russo in Germania Sergey Nechayev che ha definito l’accusa di Berlino «infondata, assurda e contraria al buon senso», aggiungendo che tali sanzioni rappresentano «un’escalation senza precedenti nelle relazioni russo-tedesche e non saranno prive di conseguenze».

La Norvegia sequestra una nave russa su richiesta dell’Ucraina

La tensione sale anche nell’Artico, dove le autorità norvegesi hanno sequestrato la nave da crociera russa “Professor Molchanov” alle isole Svalbard, su richiesta della compagnia energetica statale ucraina Naftogaz, come annunciato oggi dalla stessa società. L’azione mira a dare esecuzione a una sentenza arbitrale che ordina alla Russia di pagare circa 4,22 miliardi di dollari a Naftogaz per il sequestro illegale di beni durante l’annessione della Crimea nel 2014. «Questo è un altro passo importante verso il raggiungimento della giustizia di fronte al sequestro illegale dei beni di Naftogaz in Crimea da parte della Russia», ha dichiarato in un comunicato il Ceo ad interim di Naftogaz, Sergii Fedorenko. «Continueremo a cercare i beni russi in tutto il mondo fino a quando non sarà pagato l’intero risarcimento dovuto a Naftogaz e alle altre società del Gruppo Naftogaz», ha aggiunto. Secondo quanto riportato nel comunicato, il sequestro è stato ordinato il 31 agosto 2026 da un tribunale norvegese per garantire il pagamento del debito russo, comprensivo di interessi e spese. Il sito web di tracciamento navale VesselFinder indica che la “Professor Molchanov” è ancorata a Barentsburg, una città mineraria. La polizia delle Svalbard ha confermato il sequestro al quotidiano Aftenposten. «La polizia delle Svalbard ha ricevuto un ordine dal Tribunale distrettuale di North Troms e Senja per il sequestro della nave ’Professor Molchanov’. Oggi la polizia delle Svalbard ha effettuato il sequestro della nave a Barentsburg», ha dichiarato Håkon Finstad.

Loading...

Ipotesi trasferimento degli asset russi da Euroclear a uno strumento Ue

Secondo l’Ansa, in futuro l’Europa potrebbe spostare il conto con gli asset russi immobilizzati nell’Ue fuori dalla belga Euroclear e trasferirli a un veicolo europeo. È una delle varie ipotesi su cui la Commissione sta svolgendo valutazioni tecnico-legali ancora solo preliminari. Alcuni Stati sono però in pressing sull’uso per l’Ucraina dei 210 miliardi di beni sovrani di Mosca bloccati in Ue dalle sanzioni sulla guerra e sul tema i rumors a Bruxelles si intensificano. L’European Transfer o Russian Transfer, portando fuori da Euroclear attività e passività, supererebbe il nodo cruciale dell’esposizione del Belgio ai rischi legali e finanziari.

Ucraina, 1.642° giorno di guerra

Photogallery12 foto

Zelensky sente Merz: «presto accordo sui droni tra i due paesi»

In questo contesto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto oggi un colloquio in videoconferenza con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e ha dichiarato che l’Ucraina sta finalizzando l’accordo sui droni con la Germania. Zelensky ha affermato che i due hanno discusso dell’attacco con droni russi a Lipsia definendolo «un’ulteriore escalation russa». «Friedrich mi ha informato sulle misure adottate - ha detto il leader ucraino - Da parte mia, gli ho assicurato che l’Ucraina è pronta ad aiutare, fornendo competenze, esperienza o supporto in altri ambiti in cui la Germania potrebbe averne bisogno. I nostri team stanno già finalizzando il testo dell’accordo sui droni, che, tra le altre cose, fornirà sicuramente a Germania e Ucraina ulteriori capacità di difesa. Abbiamo discusso del contenuto dell’accordo e di quando potremo firmarlo».

Secondo Reuters, l’intesa si baserà sulla cooperazione esistente in ambito di difesa tra i due Paesi e includerà un programma multimilionario per la fornitura a Kiev di circa 15.000 droni intercettori “Strila”, progettati per contrastare i droni d’attacco del tipo “Shahed”. La Germania sta inoltre finanziando una commessa per 50.000 droni d’attacco “Shrike”, prodotti dall’azienda ucraina SkyFall; si tratta di uno dei più ingenti acquisti di droni mai effettuati da un governo occidentale per conto di Kiev. Ad aprile, l’azienda tedesca di tecnologie per la difesa Quantum Systems e il produttore ucraino WIY Drones hanno annunciato la creazione di Quantum WIY Industries, una joint venture volta a incrementare la produzione di droni intercettori e delle relative tecnologie di difesa aerea.

Zelensky: prime compagnie aeree sospendono voli in Russia

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha anche dichiarato nella serata di mercoledì di aver appreso che «le prime compagnie aeree hanno iniziato a sospendere i voli verso gli aeroporti russi» dopo che Kiev ha fatto sapere che lo spazio aereo russo non è sicuro.

«Stiamo ricevendo informazioni secondo cui le prime compagnie aeree hanno iniziato a sospendere i voli verso gli aeroporti russi dopo il nostro annuncio sul pericolo dei droni, che oggettivamente esiste nello spazio aereo russo», ha detto nel suo discorso serale al paese, sottolineando che «questa è la risposta giusta e perfettamente logica ai fatti così come sono, a tutto quello che deriva dalla guerra che Putin non vuole far finire».

Le reazioni degli alleati occidentali

Sul versante Ue si fa sentire la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: «Risponderemo», dichiara lasciando intravedere azioni senza precedenti. «I tentativi russi di intimidirci, di minare la nostra unità e volontà di sostenere l’Ucraina sono vani e falliranno», le ha fatto eco il segretario generale dell’Alleanza Mark Rutte. Entrambi hanno telefonato a Merz per esprimere quella solidarietà che è arrivata anche dalle parole di Giorgia Meloni e Antonio Tajani: «In momenti come questo», ha detto la premier italiana, «è essenziale rimanere saldi, continuare a lavorare uniti e mantenere una postura credibile di deterrenza a difesa della sicurezza dei nostri cittadini».

Al termine dell’incontro con Rutte, la presidente della Commissione Ue ha indicato alla stampa che «sarà aumentata la pressione sulla Russia» e che può usare ulteriori sanzioni a tale scopo. Su questa linea, ha detto fianco a fianco con Rutte, «Ue e Nato sono uniti». Quello di Lipsia «è stato un attacco con materiale militare portato avanti da un’operazione della Russia in territorio europeo. Non lo tolleriamo. Questa intimidazione non funzionerà». Rutte ha dichiarato di essere completamente d’accordo con von der Leyen.

Da parte sua, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa ha affermato che le minacce e gli attacchi ibridi attribuiti alla Russia non indurranno l’Unione europea a modificare il proprio sostegno all’Ucraina. «Il messaggio alla Russia è molto chiaro: la guerra non è la strada verso la pace e neppure l’escalation lo è. La strada verso la pace passa invece per il cessate il fuoco e per una seria disponibilità della Russia a impegnarsi nel dialogo con gli altri», ha dichiarato Costa durante una conferenza stampa con il primo ministro lussemburghese Luc Frieden.

Che la minaccia non incombe solo su Berlino è stato dimostrato anche nella notte tra lunedì e martedì: alcuni droni hanno fatto scattare l’allarme in Lettonia e sono sconfinati sui cieli dell’Estonia, con i caccia della Nato levatisi in volo. L’ultimo dei tanti episodi che hanno riguardato i cieli di mezza Europa. Ma la Germania «resta bersaglio quotidiano della una guerra ibrida», ha scandito il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt in uno statement con il collega degli Esteri Johann Wadephul, rientrato in fretta e furia da Algeri nelle ore in cui nel Brandeburgo sono stati ritrovati «diversi ordigni esplosivi non convenzionali di fabbricazione artigianale» che hanno danneggiato una linea elettrica senza però provocare feriti o blackout, secondo quanto ha confermato la polizia di Potsdam.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti