Ucraina, identificati sospetti del tentato attacco a Lipsia. Norvegia sequestra una nave russa su richiesta dell’Ucraina
La Germania ha le prove della regia russa dietro gli episodi del 4 agosto. Putin rispedisce le accuse al mittente
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La tensione fra Berlino e Mosca, palpabile da settimane, sfocia in quello che ormai è scontro aperto. La Germania ha adesso le prove che, dietro gli attacchi con i droni bomba di Lipsia, ci siano i russi. A seguito dell’attacco con un drone all’aeroporto di Lipsia/Halle, gli investigatori hanno identificato due sospetti con legami con la Russia. Come riportano la Sueddeutsche Zeitung, la Ndr e la Wdr, si tratta di un uomo di origine russa con passaporto lettone e di un uomo bielorusso con passaporto russo.
Chiedilo al Sole
Dura la reazione dell’alta rappresentante Ue Kaja Kallas, che ha dichiarato: «Anche oggi, durante la discussione sull’Ucraina, molti hanno sottolineato che dobbiamo davvero limitare il rilascio dei visti turistici (per cittadini russi e bielorussi, ndr)». Kallas ha anche annunciato che l’Ue sta lavorando al più ampio pacchetto di nuovi inserimenti nelle liste delle sanzioni contro la Russia. «Stiamo lavorando su 1.600 inserimenti mirati in maniera molto specifica al complesso militare russo, in modo da interrompere realmente le catene di approvvigionamento», ha spiegato.
I due sospettati del tentato attacco
Uno dei due sospettati, quello con cittadinanza bielorussa, era già noto alle autorità per reati commessi nei Paesi baltici. Le autorità tedesche avrebbero ricostruito i suoi spostamenti, e il suo ingresso nello spazio Schengen sarebbe avvenuto utilizzando un visto turistico rilasciato dalle autorità italiane a Minsk alla fine di aprile. Lo riporta Tageshau citando Ndr, Wdr e Sueddeutsche Zeitung.
In merito a questa informazione, l’alto rappresentante Ue Kallas ha sottolineato: «Spetta ovviamente alle autorità tedesche confermare o smentire questa notizia, ma se fosse vera, dimostrerebbe molto chiaramente che i visti sono uno strumento utilizzato da coloro che cercano di danneggiare l’Unione Europea». Secondo le ultime informazioni, comunicate da fonti di sicurezza, il cittadino bielorusso coinvolto non sarebbe mai transitato per l’Italia. Sono comunque in corso, sottolineano le stesse fonti, ulteriori verifiche e approfondimenti.
Il secondo uomo avrebbe invece svolto il ruolo di responsabile della logistica e istruttore dell’operazione. Secondo i media tedeschi, sarebbe entrato in Germania alla fine di luglio attraverso l’aeroporto di Berlino-Brandeburgo, per poi raggiungere la Sassonia con un’auto a noleggio. Due giorni prima del fallito attacco avrebbe lasciato nuovamente il Paese in aereo. Secondo le prime informazioni, due individui sono stati identificati grazie a diverse tracce di Dna rinvenute sul luogo dell’attacco e nelle aree circostanti l’aeroporto. Gli investigatori avrebbero trovato elementi biologici su un drone, all’interno di una lattina contenente esplosivo e su un’antenna fissata a un albero nelle vicinanze dello scalo. Gli investigatori ritengono inoltre che nell’operazione possano essere stati utilizzati più droni di quanto inizialmente noto. Finora sono stati rinvenuti tre velivoli, integri o in parte.






