DS N°7, com’è e come va il suv francese costruito in Italia
Sulle strade della Provenza con il modello che offre un ibrido leggero (forse troppo) e tre versioni elettriche con interni dal gusto parigino e un comfort degno della tradizione
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Essere premium alla francese. Mica facile, ma DS continua a crederci con la DS N°7 che nasce nello stabilimento italiano di Melfi (PZ) proponendo la sua idea di raffinatezza francese in questo nuovo suv che succede alla DS7 e va a posizionarsi dimensionalmente a cavallo dei segmenti C e D. È infatti lunga 4,66 metri (+7 cm) lasciando inalterate la larghezza di 1,63 e la larghezza di 1,90, ma allungando il passo a 2,79 (+7 cm) per avere più spazio sia per i passeggeri sia per la batteria della versione elettrica. La piattaforma STLA medium permette di ospitare anche una versione ibrida a 48 Volt. Lo stile è personale rimandando direttamente al concept Aero Sport Lounge presentato nel 2020, arricchito da una calandra illuminata e un accenno di pinne in coda, ed è anche efficiente visto che garantisce un cx pari a 0,26.
Chiedilo al Sole
Cresce l’abitabilità e il pavimento piatto permette di muoversi meglio con le gambe a chi sta dietro, ma per una vettura di questa categoria ci saremmo aspettati uno schienale abbastanza alto da non dover sollevare il poggiatesta per non trovarselo tra le scapole. Aumentano le superfici del cristallo posteriore (+30%) e del tetto panoramico (+40%) che, grazie ad uno speciale trattamento, può fare a meno sia della funzione di oscuramento sia del tendalino recuperando 50 mm per la testa. Il bagagliaio ha una capacità che varia dai 560-1.570 litri, ridotta rispettivamente a 500-1.525 litri per la versione elettrica a trazione integrale.
Gli interni sono improntati ad un gusto tipicamente francese sottolineato dai dettagli a trama “guilloche” ripresi dal mondo dell’orologeria, le goffrature Clou de Paris e le cuciture a punto perla senza dimenticare l’attenzione all’ambiente come dimostra la pelle Nappa conciata con sostanze derivate dalle foglie d’ulivo, l’Alcantara al 68% da riciclo e altri tessuti e parti realizzati in tutto o in parte con materiali secondari. Da segnalare l’eliminazione di cromature e l’adozione di parti in alluminio, acciaio spazzolato e vero legno di frassino. Non manca lo spazio nei cassetti, nelle tasche e nei vani sul tunnel dove ve n’è anche uno refrigerato.
Tutta digitale la plancia con strumentazione da 10”, head-up display e schermo centrale a sbalzo da 16” con sistema basato su Android Automotive e assistente vocale collegato a ChatGPT. Digitale sì, ma senza esagerazioni cinesi o americane, dunque ci sono anche le manopole e i pulsanti, alcuni in materiale trasparente. Il retrovisore interno offre la visualizzazione digitale o reale. Le telecamere che provvedono ai dispositivi di assistenza alla guida servono anche il sistema di visione notturna, in grado di individuare pedoni o animali nel buio fino a 300 metri, la regolazione predittiva degli ammortizzatori a controllo elettronico e l’orientamento del fascio luminoso dei fari a matrice di led estendendolo, se necessario, fino a 520 metri.
Altra dotazione di pregio è l’impianto audio con amplificatore in Classe D da 690 Watt con un’efficienza energetica del 97%, 14 altoparlanti su 7 canali, crossover attivi e alleggerito di 2 kg grazie a soluzioni come l’adozione di un subwoofer di forma ovale. L’App MyDs permette di interagire a distanza con la vettura controllando clima, ricarica e altre funzioni. I sedili anteriori offrono ovviamente ogni tipo di regolazione elettrica e ogni comfort (riscaldamento anche per la nuca, ventilazione e massaggio) mentre il volante con 4 razze a X non aiuta a trovare la migliore posizione delle mani e la posizione dei retrovisori laterali, unita alla base dei montanti ampia, non facilita la visibilità sulla tre quarti anteriore.







