Due ruote

Ducati Collezione 100, dieci modelli in tiratura limitata per festeggiare il Centenario

Il costruttore di Borgo Panigale lancia una serie speciale celebrano i modelli del passato

di Simonluca Pini

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Ducati continua i festeggiamenti dei 100 anni di storia presentando la Collezione 100, ovvero dieci modelli, dieci edizioni numerate e limitate a soli 100 esemplari ognuna, che ripercorrono dieci momenti della storia del marchio di Borgo Panigale. Ciascuno degli esemplari è reso unico da una dotazione speciale, dalla livrea ispirata a una moto iconica della storia Ducati, dalla sella in Alcantara o in pelle con logo Ducati 100 ricamato, e dal colore Bronzo Centenario. Ogni moto è accompagnata dal cavalletto posteriore dedicato, dal telo coprimoto, dal certificato di autenticità e da una coppia di multipli d’arte numerati e firmati da uno dei grandi protagonisti dell’arte italiana del secondo novecento, Ugo Nespolo. I modelli V4 verranno consegnati in un’esclusiva cassa in legno personalizzata.

Ducati Panigale V4 S 100 (750 Imola Desmo – 1972)

La Ducati Panigale V4 S 100 si ispira alla grafica della moto che vinse la prima edizione della 200 Miglia di Imola nel 1972 con i piloti Paul Smart e Bruno Spaggiari. La Panigale V4 S 100 è arricchita dalla sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo, da ali, parafanghi e cover motore e scarico in fibra di carbonio, e riporta nome e numero progressivo su una targhetta Bronzo Centenario rivettata alla piastra di sterzo in alluminio dal pieno. La frizione a secco e lo scarico Akrapovic in titanio e carbonio rendono unico anche il sound della Panigale V4 S 100. La dotazione a corredo comprende i kit di rimozione specchi e targa, il coperchio frizione aperto e il tappo serbatoio in alluminio dal pieno in colore Bronzo Centenario, da utilizzare solo in circuito. La 750 Imola Desmo fu sviluppata sulla base della 750 GT, la prima bicilindrica stradale di Ducati. La moto riprendeva concettualmente la base meccanica della 750 GT, ma utilizzava il sistema di distribuzione desmodromico, non previsto sulla GT, e montava la vestizione della 500 GP, nata invece per le competizioni nella classe regina. Il caratteristico colore argento “glitterato” era già stato usato in produzione da Ducati per la 250 e la 350 desmo monocilindrica, successivamente applicato alla 500 GP prima, e alla 750 Imola Desmo poi.

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Ducati Collezione 100, le foto delle dieci moto dedicate al passato

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Ducati Panigale V2 S 100 (750 Super Sport Desmo – 1975)

La livrea della Panigale V2 S 100 si ispira alla grafica della 750 Super Sport Desmo utilizzata da Franco Uncini nella stagione 1975 per il campionato italiano di velocità quando vinse il titolo. Alla fine del 1973, Ducati decise di affidare la gestione del team a Bruno Spaggiari, ex-pilota e fondatore di un suo team, sostenuto dalla casa bolognese per partecipare alle gare del

campionato italiano per moto derivate dalla produzione di serie con la potente 750 Super Sport Desmo, moto apprezzatissima dal pubblico competente. Il giallo della livrea richiamava le 750 Sport stradali e si combinava con dettagli in un particolare colore marrone/bordeaux che all’epoca veniva utilizzato sui motori marini entrobordo assemblati nello stabilimento di Borgo Panigale. La Panigale V2 S 100 è arricchita dalla sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo, dai semimanubri sportivi ricavati dal pieno, dall’ammortizzatore di sterzo, e dal nome e numero progressivo su una targhetta nella finitura Bronzo Centenario rivettata alla piastra di sterzo anch’essa ottenuta dal pieno. Inoltre, questa Panigale V2 è il primo modello della nuova famiglia Ducati V2 su cui viene montata la frizione a secco, sviluppata specificamente per questo modello, che rende il motore particolarmente compatto.

Ducati Streetfighter V4 S 100 (Ducati 900 Sport Desmo Darmah – 1979)

La livrea della Streetfighter V4 S 100 si ispira alla grafica della 900 Sport Desmo Darmah del 1979. Negli anni ’70 e ‘80 le grafiche nero e oro erano estremamente di moda nel mondo del motorsport e Ducati non faceva eccezione, in particolare applicò questo schema colori alla 900 Sport Desmo Darmah. In Italia, inoltre, era forte la fascinazione per i paesi esotici, fascinazione che si traduceva, a Borgo Panigale, in nomi di pura fantasia, come Darmah, oppure in dettagli, come la caratteristica testa di tigre rappresentata, appunto, sui fianchetti della 900 Sport Desmo Darmah. La testa è un elemento grafico estremamente caratterizzante, ripreso anche nel sottocoda della Streetfighter V4 Collezione 100 e nel casco e nella giacca abbinati.

Monster 100 (Monster S4Rs Tricolore – 2008)

La livrea tricolore del Monster 100 si ispira alla grafica del Monster S4Rs Tricolore del 2008. Il Monster S4Rs Tricolore di fatto rappresentò una sorta di final edition per la prima generazione di Monster, quella che Ducati produsse dal 5 marzo 1993 fino al 2008, diventando uno dei modelli più riconoscibili non solo per la casa di Borgo Panigale ma per il mondo delle due ruote in generale. Il Monster 100 è reso unico dalla frizione a secco, completa di coperchio in fibra di carbonio fornito a corredo, dalla sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo, e dal cupolino e dal kit coprisella che le regala un look monoposto. La targhetta con nome e numero progressivo dell’esemplare è in colore Bronzo Centenario è rivettata sui cavallotti di sterzo ottenuti dal pieno. Il colore viene utilizzato anche sull’anello del tappo serbatoio e sulle pinze freno, come nel caso di tutte le moto della Collezione 100.

Ducati XDiavel V4 100 (750 Super Sport “California Hot Rod” – 1977)

La livrea della XDiavel V4 100 si ispira alla grafica della speciale 750 Super Sport chiamata “California Hot Rod”, moto con cui Cook Neilson è entrato nella storia di Ducati vincendo sul Circuito di Daytona nel 1977. L’evento ebbe grande rilevanza in quanto era la prima volta che una moto italiana vinceva una gara per derivate di serie negli Stati Uniti, un evento che fece aumentare in maniera importante fama e vendite di Ducati oltreoceano. A metà degli anni Settanta, infatti, la visibilità di Ducati negli Stati Uniti era praticamente limitata a un solo modello, lo Scrambler, un modello quasi off-road importato dai fratelli Berliner, ma nel 1977 le cose cambiarono grazie al memorabile trionfo di Cook Neilson sulla pista ovale di Daytona.

Diavel V4 RS 100 (900 Replica – 1979)

La livrea della Diavel V4 RS 100 si ispira alla grafica della 900 Replica stradale del 1979. A suo tempo, dopo la vittoria della Ducati al Tourist Trophy del 1978, la casa di Borgo Panigale avviò la produzione di una serie di moto che evocassero la livrea della 900 che vinse sull’Isola di Man. Nacque così la 900 Replica, di fatto la prima replica stradale di una moto da corsa Ducati, che divenne subito uno degli oggetti più ambiti tra gli appassionati del marchio. La particolare livrea verde e rossa con filetti bianchi, che riprendeva lo schema colori della moto vittoriosa al Tourist Trophy, rappresenta anche un primissimo caso di livrea “quasi” tricolore, che poi verrà applicato da Ducati ad alcuni dei modelli più sportivi ed esclusivi della propria produzione negli anni a seguire. La 900 Replica è stata uno dei modelli di maggiore successo per Ducati, prodotta per cinque anni, fino a quando ne venne sospesa la produzione alla fine del 1984. Il Diavel V4 RS 100 è realizzato sulla base tecnica del Diavel V4 RS, dotato di motore Desmosedici Stradale.

Ducati Multistrada V4 RS 100 (500 SL Pantah – 1979)

La livrea della Multistrada V4 RS 100 si ispira alla grafica della 500 SL Pantah del 1979 ovvero la prima Ducati equipaggiata da un telaio in traliccio, ancora comunque lontano dal traliccio che ha contraddistinto il marchio per quasi cinquant’anni, e il motore Pantah, che abbandona le coppie coniche, in uso fin dai tempi della Gran Sport Marianna (1955). La moto, che sfoggia il design squadrato tipico delle moto dei primi anni 80 e una livrea caratterizzata dal logo disegnato per Ducati dal designer di auto Giorgetto Giugiaro, viene apprezzata per la facilità di guida e per la leggerezza. Essendo la Multistrada V4 RS 100 sviluppata sulla base tecnica della top di gamma Multistrada V4 RS, caratterizzata dal motore Desmosedici Stradale, la livrea riporta anche il logo del Desmo sul codino.

Ducati Scrambler 100 (250 Scrambler – 1962)

La livrea dello Scrambler 100 si ispira alla grafica della 250 Scrambler del 1962, la prima versione di Scrambler Ducati, prodotta esclusivamente per il mercato statunitense. La nascita della Scrambler è strettamente legata alla figura del primo importatore americano Joe Berliner, l’uomo che volle fortemente un modello inedito da vendere oltreoceano. Ducati veniva dal successo mediatico legato al giro del mondo di Monetti e Tartarini del 1957 e il clamore dell’impresa arrivò anche in America, dove crebbe l’interesse per il marchio bolognese, fino ad allora quasi sconosciuto. Berliner richiese a Ducati una moto da dirt track , una off -road, che certo non era ancora stata pensata a Borgo Panigale ma che si concretizzò proprio con la 250 Scrambler nel 1962.

Ducati Hypermotard V2 SP 100 (Ducati 860 “24 Horas de Montjuïc” – 1975)

La livrea della Hypermotard V2 SP 100 si ispira alla 860 “24 Horas de Montjuïc”. Dopo la vittoria alla 200 Miglia di Imola del 1972, i vertici Ducati ritennero che la strada giusta da percorrere per riportare il marchio alla popolarità fosse quella delle “racing” derivate dalla produzione di serie, in particolare nelle gare di durata. A tal scopo, per Ducati fu necessario ampliare la gamma dei bicilindrici con un motore di cilindrata superiore rispetto al classico 750, che potesse sostenere lo “stress” delle lunghe gare endurance quali il Bol D’Or e la 24 Horas de Montjuïc, corsa dove la casa di Borgo Panigale vinse parecchie edizioni. La Ducati 860 vide il suo debutto vincente già nel 1973 con il prototipo della Ducati 860 Desmo, che sarebbe poi diventata la Ducati 900 Super Sport nella versione stradale. Nel 1975 i piloti Salvador Canellas e Benjamin “Min” Grau, che già avevano vinto nel 1973 con la bicilindrica bolognese, ripeterono il successo nella gara catalana, ma con i colori sgargianti del team Ncr di Nepoti e Caracchi. La Hypermotard V2 SP 100 è realizzata sulla base della versione SP, caratterizzata da sospensioni Öhlins e cerchi forgiati.

Ducati DesertX 100 (Pantah “Ice” – 1981)

La livrea della DesertX 100 si ispira alla grafica della Pantah “Ice” del 1981, che rappresenta uno dei più curiosi episodi di product placement nella storia della Ducati. La Pantah “Ice” non era che una Pantah 500 modificata, in particolare per le curiose gomme chiodate e l’eliminazione dell’impianto frenante, in modo da permetterne l’utilizzo su piste ghiacciate. La Ducati, infatti, all’epoca era gestita dalle partecipazioni statali, che controllavano anche case automobilistiche come l’Alfa Romeo. L’Eefim, l’ente che controllava sia Ducati che Alfa Romeo, organizzò all’inizio degli anni ’80 un campionato per auto Alfasud sui tracciati ghiacciati delle Alpi. Le gare si svolgevano in due manche; nella pausa tra la prima e la seconda gara le coloratissime Pantah “Ice” garantivano lo spettacolo per il pubblico. Le Pantah Ice venivano realizzata in diverse livree; quella scelta per la DesertX 100, gialla con bande blu, appartiene a un esemplare che fino a qualche anno fa faceva parte della collezione del Museo Ducati.

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